Caterina Ragnedda, erede della famiglia che negli anni Ottanta ha riscritto la storia della viticoltura sarda con la cantina “Capichera”, ha deciso di firmare un nuovo capitolo imprenditoriale legandosi alle Tenute di Monteboro, nel comune di Empoli. L’obiettivo è portare il Vermentino, un vitigno autoctono sardo, a una nuova vita nelle colline toscane, dove si sta impiantando una nuova azienda. L’azienda, fondata nel 2024, si sviluppa tra le Tenute di Monteboro e la Tenuta della Luna, in località Quattro Strade, nel comune di Lastra a Signa, sulle colline che circondano Firenze. La passione per il vino, che ha visto la famiglia Ragnedda diventare pionieri nella valorizzazione del Vermentino, si trasforma oggi in un progetto che unisce tradizione e innovazione.
Un progetto che unisce tradizione e innovazione
Il progetto di Caterina Ragnedda non si limita a replicare il modello di successo sardo, ma mira a fondere la matrice e la tradizione toscana con il know-how maturato tra i graniti galluresi. L’idea è chiara: vinificare esclusivamente in purezza Sangiovese e Vermentino, interpretandoli con eleganza, freschezza e identità. La produzione ha preso forma con vigneti in gestione, selezionati per esprimere al meglio ogni varietà. A Cerreto Guidi è stato raccolto il Sangiovese Malestri; a Magliano, località Cupi, il Vermentino Scorcio di Luna. La sfida è creare un vino che rispetti la sua origine ma si adatti al contesto toscano.
Le Tenute di Monteboro si sono presentate al grande pubblico a “èno Florence wine excellence”, in scena lo scorso fine settimano alla Fortezza da Basso, dove erano presenti cantine selezionate e oltre 1.400 vini in degustazione. Una vetrina esclusiva per iniziare a raccontare il proprio ambizioso progetto, vale a dire una nuova idea di vino toscano contemporaneo. L’azienda, che si sviluppa attraverso diversi territori attentamente ricercati, ha trovato un nuovo spazio per esprimersi, grazie alla passione e alla visione di Caterina Ragnedda, affiancata dai figli Luca Silvio e Silvia.
Un’eredità che si rinnova
La storia di famiglia, fatta di visione e sensibilità per il terreno, trova una nuova declinazione geografica ed espressiva. L’eredità dei Ragnedda, pionieri caparbi che hanno valorizzato un vitigno autoctono sardo e trasformato in un’icona riconosciuta sui mercati internazionali, si rinnova oggi con un progetto che unisce tradizione e innovazione, tra le colline della Gallura e quelle toscane. Il Vermentino, simbolo di una tradizione sarda, si trasforma in un prodotto che si adatta a un contesto diverso ma affine.
La nuova azienda, che si sviluppa tra le Tenute di Monteboro e la Tenuta della Luna, si basa su un’idea chiara: produrre vini che rispettino la purezza delle uve e la loro identità. L’obiettivo non è ripetere il successo passato, ma creare un’esperienza vinicola che si distingua per eleganza e freschezza. La collaborazione tra i figli di Caterina, Luca Silvio e Silvia, conferma che la passione per il vino è una tradizione che si trasmette di generazione in generazione, ma che si evolve con il tempo.



