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domenica 27 Settembre 2026

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La Costituzione è pacifica, non pacifista. Il costituzionalista Giuffrè risponde alla sinistra

Il costituzionalista Giuffrè sottolinea che la Costituzione è pacifica e non pacifista, criticando l’uso strumentale da parte della sinistra.

La Costituzione italiana è pacifica, non pacifista, e non deve essere utilizzata come strumento a piacimento per legittimare posizioni politiche. È quanto sottolinea il costituzionalista Felice Giuffrè, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Catania e membro del Consiglio superiore della magistratura, in un dibattito acceso tra sinistra e governo. Secondo Giuffrè, la Costituzione non è un testo da interpretare a piacimento, ma un documento che richiede una lettura completa e rispettosa, al fine di preservarne l’integrità e la forza di integrazione politica.

La Costituzione non è un’arma da combattimento

Giuffrè ha espresso preoccupazione per l’uso strumentale della Costituzione da parte di alcuni esponenti della sinistra, che la evocano per contestare le decisioni del governo o per legittimare posizioni ideologiche. «La Costituzione non è un’arma da combattimento, ma un patrimonio comune che deve essere rispettato da tutti», ha sottolineato. In particolare, ha criticato l’elogio della diserzione da parte di alcuni esponenti del Pd, che ha suscitato sorpresa e preoccupazione per la mancanza di conoscenza dei principi costituzionali.

La diserzione non è un dovere, ma una condotta criminosa

Secondo Giuffrè, la diserzione non è un atto di solidarietà, ma una condotta che contrasta con il dovere di fedeltà alla Repubblica e con il senso di responsabilità civile. «L’articolo 52 della Costituzione chiarisce che la difesa della Patria è un sacro dovere del cittadino, e che tale dovere si concretizza nel dovere di fedeltà alla Repubblica, come previsto dall’articolo 54», ha ricordato. L’articolo 2, inoltre, sottolinea il dovere di solidarietà politica, su cui si fonda l’intero edificio costituzionale.

La Costituzione è un’arma a disposizione di tutti

Giuffrè ha anche sottolineato che la Costituzione non è un testo da usare come “clava retorica” per delegittimare l’avversario politico. «La Costituzione è di tutti e deve essere letta per intero, non a tratti», ha affermato. Inoltre, ha criticato l’uso strumentale della Costituzione da parte di alcuni esponenti della sinistra, che la evocano per contestare le decisioni del governo o per legittimare posizioni ideologiche. «Questo atteggiamento non è solo inopportuno, ma anche pericoloso, perché idoneo a minare la forza di integrazione politica che la Carta costituzionale deve sprigionare», ha concluso. La Costituzione, inoltre, non è un documento statico, ma un testo che deve essere interpretato in base alle esigenze del momento, ma sempre entro una cornice comune. «Le Costituzioni contemporanee esprimono principi giuridici che spetta al legislatore attuare e specificare, secondo gli orientamenti delle mutevoli maggioranze parlamentari», ha spiegato Giuffrè. In questo senso, la Costituzione non è un’arma da combattimento, ma un documento che deve essere rispettato e preservato da tutti.

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