L’Europa si trova a un bivio esistenziale: diventare una superpotenza democratica o rimanere un continente vassallo. Questa scelta, cruciale per il futuro dei cittadini, si fa più urgente con l’evolversi delle relazioni internazionali e la riduzione degli impegni degli Stati Uniti nei confronti degli alleati. La sfida non è solo geopolitica, ma anche sociale e politica: l’Unione europea deve rafforzare la sua sovranità e capacità di agire, senza compromettere i valori e i diritti dei suoi cittadini.
Un’Europa più potente, ma democratica
Guillaume Klossa, ex consigliere speciale per l’intelligenza artificiale del presidente della Commissione europea, è copresidente dell’Europa Power Initiative, un’iniziativa che mira a trasformare l’Unione in una potenza democratica. L’obiettivo è costruire un potere sufficiente per esercitare la sovranità e preservare lo stile di vita degli europei. Questo implica non solo una maggiore autonomia militare e tecnologica, ma anche una capacità di agire in modo coordinato e strategico, senza rinunciare ai principi democratici. Non c’è altro modo in cui i cittadini possano ottenere il controllo sul proprio futuro. L’Europa non può più accontentarsi dello status di potenza media. Deve diventare una superpotenza democratica: potente, sovrana e non imperiale. Questo significa sostenere l’Ucraina, difendere la democrazia e il pluralismo dei media, sfruttare l’intelligenza artificiale per il bene comune, e garantire l’autonomia militare, scientifica, tecnologica, energetica e industriale.
La sfida della sovranità e della coesione
La sfida fondamentale è evitare scelte impossibili, come spendere di più per la difesa a scapito della sanità, dell’istruzione, della ricerca, della protezione sociale, dell’azione per il clima o della cultura. L’Europa deve trovare un equilibrio tra investimenti strategici e la tutela dei diritti dei cittadini. La messa in comune degli investimenti che richiedono una certa scala potrebbe superare questo dilemma, aumentando l’impatto di ogni euro speso. La sovranità tecnologica non riguarda solo la limitazione dei rischi dell’intelligenza artificiale. Richiede anche di sfruttare nuovi strumenti per migliorare l’assistenza sanitaria, l’istruzione, la ricerca e la governance. L’Europa deve stabilire un’infrastruttura digitale condivisa e controllata, misure per proteggere i dati dei cittadini e delle imprese, nonché diritti e libertà ampliati per garantire una maggiore autonomia d’azione.
Le elezioni del 2027 saranno nazionali nella forma ma europee nelle conseguenze. Qualsiasi decisione presa da uno Stato in materia di difesa, energia, immigrazione, industrializzazione, Ucraina o tecnologia ha ripercussioni sugli altri. Ogni europeo ha quindi un interesse in elezioni alle quali non voterà. Gestire questa asimmetria richiede un miglior coordinamento tra le campagne nazionali: ai candidati dovrebbero essere poste domande simili e le implicazioni delle loro proposte per l’UE dovrebbero essere messe a confronto.
Un’Europa più coesa e responsabile
Il punto non è erodere la sovranità degli elettori europei, ma garantire che la esercitino con piena consapevolezza della loro interdipendenza. I media indipendenti, diversificati, innovativi e di alta qualità – in particolare quelli di servizio pubblico – hanno un ruolo essenziale da svolgere in questo contesto. Inchieste congiunte e dibattiti transnazionali conferirebbero alle elezioni del prossimo anno una prospettiva europea, coltivando così un senso di coscienza condivisa.
L’Europa Power Initiative, fondata a Strasburgo, mira a trasformare la sua interdipendenza in dibattito democratico e proposte comuni. La conferenza del 21-23 ottobre riunirà leader politici, esperti, rappresentanti dei media e cittadini per prepararsi alle sfide che l’Europa deve affrontare. L’obiettivo è costruire il potere necessario per esercitare la sovranità e preservare lo stile di vita degli europei. Non c’è altro modo in cui i cittadini possano ottenere il controllo sul proprio futuro.



