Paolo Gentiloni, ex premier italiano e ex commissario europeo per gli affari economici e monetari, ha lanciato un appello per una difesa più forte dell’Unione Europea, mettendo in luce l’offensiva sovranista anti-Bruxelles e la crescente minaccia rappresentata da Putin. Nell’ambito del suo saggio Diventare una potenza: Istruzioni per una rivoluzione europea, Gentiloni sottolinea come l’Europa sia in bilico tra le forze sovraniste e le potenze esterne, come la Russia, che cercano di indebolire il progetto europeo. La sua analisi si basa su dati e osservazioni recenti, tra cui l’uscita del Regno Unito e la crescita del movimento sovranista in Italia.
Un nemico comune: il sovranismo anti-Bruxelles
Secondo Gentiloni, i movimenti sovranisti, spesso sostenuti da gruppi esterni come i MAGA americani, stanno attaccando l’idea di un’Europa unita. Questi movimenti, spesso legati a interessi nazionali, si uniscono contro Bruxelles, che viene vista come un simbolo di un potere «sovranazionale» e di una globalizzazione rifiutata. «Dismantle the EU», è il loro slogan, che indica una volontà di smembrare l’Unione. Tuttavia, Gentiloni osserva che la maggioranza dei cittadini europei si riconosce nell’Unione, anche se la partecipazione attiva al dibattito è limitata.
La maggioranza europea non è titubante, ma non si impegna a difendere l’Unione a spada tratta. Anzi, ciascuno vorrebbe un modello simile al proprio, ma nessuno sembra pronto a difenderlo in modo convinto. Questo crea un’asimmetria tra chi si oppone all’Unione e chi la sostiene, con un conflitto asimmetrico in cui la forza dell’ideologia sovranista contrasta con una maggioranza rilassata.
La Russia di Putin: una minaccia strategica
La Russia, guidata da Vladimir Putin, rappresenta un altro nemico per l’Unione Europea. Gentiloni sottolinea come Mosca minacci i confini dell’Unione, utilizzando i propri giacimenti di combustibili fossili per ricattarne l’economia e finanzia gruppi e partiti critici nei confronti dei governi. L’attività di disinformazione russa ha spostato il bersaglio della propaganda da Washington a Bruxelles. L’Unione, per difendersi, deve adottare strategie simili a quelle di un soggetto sovrano, come ha fatto in seguito all’invasione dell’Ucraina.
L’Unione Europea ha superato due grandi choc, ma la sua sopravvivenza non basta. L’uscita del Regno Unito e la crescita del sovranismo in Italia hanno messo in discussione il progetto europeo, ma l’Unione si è rivelata più forte degli ostacoli. Tuttavia, correggere l’asimmetria tra sovranisti ed europeisti diventa sempre più urgente. La difesa dell’Unione non può limitarsi a garantirsi la sopravvivenza, ma deve includere una reazione a una minaccia esistenziale. Il binomio tra nazionalismo e autocrazie rappresenta un’altra sfida per il modello democratico europeo. I nazionalisti si presentano come paladini dei valori tradizionali, ma si oppongono all’Unione, facendo muro contro l’autonomia europea. Questo movimento ha portato in molti Paesi a una scivolata verso regimi autocratici. Solo l’Unione Europea, con la sua dimensione e le sue credenziali democratiche, ha la capacità di impedire il diffondersi di modelli autoritari.



