La sconfitta contro il Belgio ha messo in luce le difficoltà dell’Italia nel cammino verso i Mondiali, metafora usata da Roberto Mancini per descrivere la strada verso la vetta. La squadra, che aveva iniziato la partita come se fosse un allenamento, ha subito un’azione di attacco intensa e mirata, con 11 tiri contro 2 nei primi 30 minuti e 13 a 5 all’intervallo. Se non ci fosse stato Donnarumma, l’unico fuoriclasse riconosciuto, la squadra avrebbe potuto subire un danno irreparabile. Mancini ha riconosciuto i fischi del pubblico, spiegando che quando si perde, i tifosi si arrabbiano, ma ha anche sottolineato i momenti di speranza nella ripresa.
Un confronto tra due approcci: Mancini e Baldini
Il confronto tra le scelte di Mancini e quelle di Silvio Baldini, che aveva guidato l’Italia in un breve periodo di interim, ha rivelato due approcci diversi. Mancini, nel suo secondo mandato, ha scelto di riproporre una formazione simile a quella iniziale, mentre Baldini aveva lanciato 15 esordienti e aveva vinto due partite su due, contando sull’ammirevole disponibilità di giocatori come Donnarumma e Pio Esposito. La differenza tra i due approcci è chiara: mentre Baldini ha dato spazio ai giovani, Mancini ha preferito mantenere una squadra già provata, anche se non sempre in forma.
La formazione iniziale, che includeva sei titolari come Donnarumma, Mancini, Calafiori, Tonali, Barella e Kean, ha subito un’azione di attacco intensa, con i giocatori che hanno naufragato sotto i colpi di giocatori come De Bruyne, De Ketelaere e Tielemans. La mancanza di coraggio e di spirito ha portato a una prestazione insoddisfacente, che ha lasciato il pubblico deluso. La strada verso la vetta è difficile, ma Mancini ha detto che è più facile scalare l’Everest se non si cambia l’Italia: fai come Baldini.
La vetta dell’Everest e il cammino dell’Italia
La metafora dell’Everest, che misura 8.848,86 metri sul livello del mare, è usata da Mancini per descrivere la difficoltà del cammino verso i Mondiali. Secondo Geopop, magazine italiano di divulgazione scientifica, la vetta dell’Everest è stata raggiunta migliaia di volte, con oltre 13.500 ascensioni registrate fino al 2025. Il 20 maggio scorso, Kami Rita Sherpa ha raggiunto la cima per la trentaduesima volta, battendo il suo stesso record. Lo stesso giorno, 274 persone sono arrivate sulla sommità dal versante nepalese, un numero record per un singolo giorno.
Mancini ha detto: “Sarà più bello quando arriveremo in cima all’Everest”, un’espressione che riflette la speranza di raggiungere i Mondiali. La sconfitta con il Belgio ha messo in luce le pressioni che pesano su una squadra che non ha ancora raggiunto i Mondiali. Dopo la sconfitta, Mancini ha riconosciuto la mancanza di coraggio e di spirito, elementi che avevano caratterizzato l’approccio di Baldini. La formazione iniziale ha visto il numero dei reduci aumentare a otto, inclusi Esposito e Frattesi, che hanno subentrato nella ripresa.
La domanda che sorge è: perché riproporre dal primo minuto contro il Belgio il blocco affondato in casa Dzeko? Mancini ha scelto di lanciare titolari come Romano per 65 minuti e, negli ultimi undici, ha mandato in campo Doumbia e Zoma. La mancanza di coraggio e di spirito ha portato a una prestazione insoddisfacente, che ha lasciato il pubblico deluso. La strada verso la vetta è difficile, ma Mancini ha detto che è più facile scalare l’Everest se non si cambia l’Italia: fai come Baldini.



