Il mix di droga, alcol e degrado ha portato a una serie di omicidi drammatici in Italia negli ultimi anni, con episodi che sembrano ripetere lo stesso schema: un contesto di disagio personale o sociale, un innesco legato a sostanze stupefacenti e un epilogo tragico, come il smembramento del corpo per occultare le tracce del delitto. Tra questi casi, il delitto di Torino del 2023 e l’omicidio di una donna a Milano nel 2023 rappresentano due esempi significativi di un fenomeno che si ripete con frequenza e gravità.
Il delitto di Torino e il contesto di dipendenza
Il 24 settembre 2023, i carabinieri hanno trovato il corpo di Fabio Colapietro, 39 anni, smembrato in un appartamento di Torino. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, l’omicidio sarebbe avvenuto dopo un festino a base di alcol e sostanze stupefacenti, durato diversi giorni. Il principale indagato, Christian Matheus De Oliveira Morando, ha ammesso l’omicidio, parlando di un litigio “involontario” nato da un sospetto furto di cinquanta euro, seguito dalla decisione di sezionare il cadavere per occultarlo.
Questo caso non è isolato. Negli ultimi dieci anni, la cronaca nera italiana ha registrato almeno quattro episodi con lo stesso innesco e lo stesso epilogo. Tra questi, l’omicidio della 18enne a Macerata nel 2018, che ha sconvolto il Paese. In quel caso, la vittima, una donna con una storia di dipendenza da droghe, scappò dalla comunità in cui era in cura il 29 gennaio. Uno dei due uomini, Innocent Oseghale, la convinse a salire nel suo appartamento, approfittando dell’effetto della droga, e la violentò sessualmente. Temendo ripercussioni da parte di Pamela, Oseghale la uccise accoltellandola, poi lavò il cadavere e lo sezionò “in maniera scientifica”. Oseghale è stato condannato all’ergastolo in via definitiva.
Un omicidio pianificato e un suicida in carcere
Un altro caso drammatico riguarda Luca Varani, 23 anni, ucciso nel 2016. Luca frequentava le scuole serali per aiutare il padre a lavoro, ma a causa del suo omicidio venne fuori la sua seconda vita: spesso si vendeva a uomini e ragazzi in cambio di denaro e droga. La mattina del 4 marzo, ricevette una richiesta da parte del PR romano Marco Prato affinché partecipasse a un festino con alcol e droga in cambio di 100 euro. Insieme a Manuel Foffo, studente di Giurisprudenza, Prato pianificò l’omicidio di Luca perché entrambi, annebbiati dai fumi di alcol e droga, volevano provare che “effetto avrebbe fatto uccidere una persona”.
I due portarono Varani in un appartamento, lo stordirono con un mix di alcol e farmaci, e in seguito cominciarono a colpirlo ripetutamente con un coltello e un martello, per poi legarlo al letto e seviziarlo per ore. L’autopsia rivelò che Luca ricevette circa 100 colpi tra coltellate e martellate, e Foffo e Prato gli impedirono di difendersi tagliandogli le corde vocali, facendogli saltare tutti i denti a martellate e spezzandogli le dita. Secondo la ricostruzione sia dei responsabili sia degli inquirenti, Luca venne torturato a lungo e morì dopo atroci sofferenze. Una volta terminata la mattanza, gli assassini si addormentarono e, a loro dire, si resero conto di quanto fatto al loro risveglio. Foffo fu condannato a 30 anni di carcere grazie al rito abbreviato, mentre Prato si suicò in cella prima dell’inizio del suo processo.
Un caso a Milano e un’altra vittima di degrado
Il 4 ottobre del 2023, Marta Di Nardo, una donna di 60 anni, fu vista per l’ultima volta nel quartiere Acquabella di Milano, in una palazzina popolare dell’Aler. Sopravviveva grazie alla modesta pensione del marito defunto, ma i suoi problemi di ludopatia la portavano spesso a chiedere l’elemosina per strada. Era anche seguita da un centro psico-sociale e dagli assistenti sociali per il suo stato mentale. A due settimane dalla scomparsa, il figlio con cui aveva pochi rapporti ne denunciò la sparizione.
Durante il sopralluogo nell’appartamento della donna, il 17 ottobre, venne trovato un certificato medico con il nome del vicino: Domenico Livrieri. Insospettite, le forze dell’ordine controllarono anche il suo appartamento. Il corpo di Marta Di Nardo fu trovato nascosto in un’intercapedine sopra la cucina di Livrieri, avvolto in una coperta e sezionato in due parti, in avanzato stato di decomposizione. Nella tasca del giac



