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domenica 27 Settembre 2026

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Il Patto di servizio per i disabili gravi: il consigliere Russo chiede l’avviso pubblico

Il consigliere Alessandro Russo sollecita il Comune di Messina a pubblicare l’avviso per i “Patti di Servizio” per i disabili gravi.

Il consigliere comunale del Partito Democratico Alessandro Russo ha sollecitato l’amministrazione di Messina a procedere con l’attivazione dei “Patti di Servizio” per le persone con disabilità grave, sottolineando l’assenza di un avviso pubblico da oltre sei mesi. La Regione Siciliana ha stanziato i fondi necessari per il distretto D26, ma, come sottolinea Russo, non è ancora stato pubblicato un bando aperto a tutti i soggetti che soddisfano i requisiti per l’assistenza personalizzata. L’interrogazione, presentata il 27 settembre 2026, mette in luce un ritardo che rischia di escludere chi non è stato incluso nei precedenti patti di servizio.

Un sistema in standby, ma i fondi ci sono

La Regione ha formalmente stanziato le risorse per il distretto D26 a aprile 2026, ma il Comune di Messina non ha ancora pubblicato l’avviso pubblico necessario per l’accesso ai nuovi servizi. Russo ha evidenziato come, nonostante la volontà di attivare i “Patti di Servizio”, il sistema rimane in standby. Secondo il consigliere, la mancanza dell’avviso pubblico potrebbe escludere chi ha diritto a ricevere assistenza ma non è stato incluso nei precedenti patti di servizio. La questione riguarda soprattutto le persone con disabilità grave, che potrebbero non essere più considerate idonee se non presentano la certificazione richiesta.

La “continuità” in contrasto con il principio di parità

Russo ha sollevato preoccupazioni circa una presunta scelta di “continuità” con i servizi già erogati, che potrebbe limitare l’accesso a nuovi soggetti. Secondo il consigliere, questa scelta sarebbe in netto contrasto con il principio di uguaglianza e parità di trattamento. In particolare, chi è stato riconosciuto “disabile grave” dopo l’attivazione dei precedenti patti di servizio potrebbe non poter accedere ai nuovi servizi, nonostante abbia diritto a farlo. Inoltre, chi non ha potuto accedere negli anni scorsi, ma oggi soddisfa i requisiti, potrebbe essere escluso. La mancanza dell’avviso pubblico rischia di escludere chi ha diritto a ricevere assistenza.

Russo ha anche sollevato interrogativi su una pratica che prevede la sottoscrizione del “Progetto di vita” in alternativa al Patto di Servizio. Questa formula, pur destinata all’assistenza personalizzata, è limitata a chi è riconosciuto “disabile gravissimo”. Russo ha sottolineato come questa scelta possa escludere una parte della popolazione che ha diritto a ricevere assistenza, ma non è stata inclusa nei precedenti patti di servizio. L’obiettivo è garantire un accesso equo e trasparente a tutti i soggetti che soddisfano i requisiti.

Il consigliere ha chiesto inoltre se l’amministrazione riconosca alle famiglie che usufruiscono del Patto di Servizio la possibilità di accedere a forme di assistenza indiretta, anche se i soggetti non sono convenzionati con il Comune. La questione riguarda l’accesso a servizi di assistenza che, pur non essendo convenzionati, potrebbero essere coperti con fatture o ricevute di pagamento presentate dalle famiglie. La mancanza dell’avviso pubblico rischia di escludere chi ha diritto a ricevere assistenza.

Russo ha sollevato interrogativi su eventuali modalità operative che prevedano la proposta del “Progetto di vita” come alternativa al Patto di Servizio. Il consigliere ha sottolineato come questa pratica potrebbe limitare l’accesso a una parte della popolazione che ha diritto a ricevere assistenza, ma non è stata inclusa nei precedenti patti di servizio. L’obiettivo è garantire un accesso equo e trasparente a tutti i soggetti che soddisfano i requisiti per l’assistenza personalizzata.

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