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domenica 27 Settembre 2026

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Salute

Remissione del diabete tipo 2: quando è più probabile e come si raggiunge

Nuovo studio svela quando e come il diabete di tipo 2 può entrare in remissione, con dati su perdita di peso e durata della malattia.

Il diabete di tipo 2 può entrare in remissione, ma non si tratta di una guarigione definitiva. Un nuovo studio pubblicato su Diabetes Research and Clinical Practice ha analizzato come una perdita di peso significativa, ottenuta attraverso una dieta molto restrittiva, possa favorire la remissione in alcune persone. La ricerca, condotta su 47 partecipanti, ha mostrato che il 72% dei soggetti ha raggiunto la remissione dopo tre mesi di intervento, con un criterio di glicemia a digiuno inferiore a 126 mg/dL senza farmaci antidiabetici. La remissione, però, non è un risultato permanente e richiede controlli continui.

Remissione non significa guarigione

La parola “remissione” è usata per descrivere un miglioramento significativo, ma non implica che il diabete non possa tornare. Secondo il consenso internazionale, la remissione si verifica quando l’HbA1c scende sotto il 6,5% e rimane a quel livello per almeno tre mesi senza farmaci. Anche se la glicemia torna normale, è necessario monitorare la situazione nel tempo, poiché l’iperglicemia può ricomparsare. La ricerca sottolinea che il termine “guarigione” non è appropriato per descrivere questo fenomeno.

La durata del diabete influisce sui risultati

Il nuovo studio ha evidenziato che la durata della malattia sembra essere un fattore importante. Tra i partecipanti con diabete da quattro anni o meno, il 82% ha raggiunto la remissione, mentre il 50% di quelli con diabete da almeno otto anni ha visto un miglioramento. La differenza è particolarmente interessante, poiché i due gruppi hanno perso quantità di peso simili. La perdita media è stata di circa 15,2 kg per i pazienti con diabete recente e 13,9 kg per quelli con una storia più lunga. La differenza non è risultata statisticamente significativa, ma suggerisce che la durata del diabete potrebbe influenzare la risposta al trattamento.

La ricerca ha anche rivelato che la composizione della dieta può giocare un ruolo. I partecipanti sono stati assegnati a due diverse formule sostitutive dei pasti: una con una maggiore quantità di proteine e fibre e una con una minore quota di carboidrati e grassi. Il gruppo con la dieta a base di proteine e fibre ha visto una remissione del 91%, contro il 56% dell’altro gruppo. La differenza è risultata statisticamente significativa, ma i ricercatori sottolineano che lo studio ha confrontato due formule all’interno di una dieta estremamente ipocalorica, non una dieta low-carb tradizionale.

Una dieta molto restrittiva non è una soluzione fai da te

Una dieta a 600-800 calorie al giorno, come quella utilizzata nello studio, è molto restrittiva e non dovrebbe essere iniziata autonomamente. Il protocollo dello studio includeva valutazioni cliniche e gestione della terapia farmacologica, quindi i risultati non devono essere interpretati come un invito a ridurre drasticamente le calorie o a sospendere i farmaci senza supervisione medica. La perdita di peso è stata comunque molto importante, con una media di 15,6 kg in tre mesi, soprattutto sotto forma di massa grassa. Questo rafforza l’ipotesi che una forte riduzione del peso possa migliorare la capacità dell’organismo di gestire il glucosio.

Nonostante i risultati promettenti, lo studio ha limiti. Il numero di partecipanti è ridotto, e il periodo di intervento è breve. Questo significa che lo studio dimostra che una remissione può essere raggiunta nel breve periodo, ma non permette di stabilire quante persone rimarranno in remissione per anni. La durata della remissione rimane uno dei grandi interrogativi della ricerca sul diabete. Per questo motivo, è necessario continuare a monitorare i pazienti e a studiare i fattori che possono influenzare la ricaduta.

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