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domenica 27 Settembre 2026

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Scienza

Ricercatori propongono riforme per migliorare la trasformazione della ricerca in innovazione

Ricercatori presentano proposte per rafforzare la capacità dell’Europa di tradurre la ricerca in innovazione

Il 27 settembre 2026, ricercatori europei hanno presentato su Science proposte per rafforzare la capacità dell’Europa di tradurre la ricerca in innovazione. L’obiettivo è migliorare la connessione tra scoperte scientifiche e applicazioni pratiche, riducendo ostacoli istituzionali e meccanismi di finanziamento. L’articolo, intitolato “Enhancing Europe’s Competitiveness by Empowering Researchers as Innovators”, è stato pubblicato da un gruppo di esperti che chiede un sistema più semplice e coerente per supportare l’innovazione. L’idea è di creare un percorso più continuo dalla ricerca fondamentale alla commercializzazione, con procedure di finanziamento più dirette e un maggiore riconoscimento dell’imprenditorialità all’interno delle università.

Proposte per un sistema più semplice e coerente

Uno dei principali suggerimenti è l’affidamento all’European Innovation Council (EIC) della governance dei finanziamenti ERC Proof of Concept, per creare un percorso più fluido tra la ricerca e il mercato. Gli autori sostengono che questa misura potrebbe ridurre le valutazioni ripetute e semplificare i passaggi tra i programmi, rendendo il sostegno più prevedibile per ricercatori e investitori. Inoltre, propongono di riallocare risorse verso l’innovazione radicale e di attribuire maggiore autorità ai responsabili di programma indipendenti per guidare i progetti promettenti. Secondo gli autori, il sistema attuale è troppo frammentato e le scoperte con potenziale commerciale possono incontrare discontinuità amministrative tra i finanziamenti ERC e i programmi EIC. Il lavoro è un’iniziativa di INPACT!, una rete nata nel 2023 che riunisce oltre 120 ricercatori-innovatori da più di 20 Paesi. L’analisi si concentra su Horizon Europe, il programma dell’Unione europea per la ricerca e l’innovazione per il periodo 2021-2027.

Le riforme proposte mirano a ridurre le barriere tra ricerca e mercato, favorendo l’imprenditorialità.

Riforme per sostenere l’imprenditorialità accademica

Il Policy Forum sottolinea l’importanza di un maggiore riconoscimento dell’imprenditorialità all’interno delle carriere accademiche. Gli autori raccomandano una migliore gestione della proprietà intellettuale, percorsi più chiari verso brevetti, partnership industriali e spin-off, insieme a un miglior accesso al mentoring e alle competenze imprenditoriali. Inoltre, propongono che le agenzie nazionali di finanziamento assumano impegni pluriennali per sostenere i progetti eccellenti che superano con successo la valutazione europea ma non possono essere finanziati con il budget UE disponibile.

Propongono che le agenzie nazionali di finanziamento assumano impegni pluriennali per sostenere i progetti eccellenti che superano con successo la valutazione europea ma non possono essere finanziati con il budget UE disponibile, estendendo l’approccio già utilizzato attraverso il Seal of Excellence. I finanziamenti annuali complessivi per i programmi EIC Pathfinder e Transition ammontano attualmente a circa 500 milioni di euro, mentre la loro capacità di gestione dei programmi rimane limitata rispetto alle agenzie per la ricerca avanzata degli Stati Uniti.

Un sistema più coerente potrebbe aiutare l’Europa a generare maggiore valore economico e sociale.

“L’Europa dispone di uno straordinario talento scientifico, ma troppo spesso perdiamo slancio tra la scoperta e l’applicazione”, afferma Dario Polli, professore al Politecnico di Milano e uno degli autori principali del Policy Forum. Gli autori sostengono che un sistema più coerente, capace di collegare ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e imprenditorialità, potrebbe aiutare l’Europa a generare maggiore valore economico e sociale a partire dalla propria base di ricerca. “Rendere l’intero processo più semplice da seguire potrebbe consentire a un maggior numero di noi di trasformare la conoscenza in soluzioni per la società”, conclude Amanda Silva Brun, direttrice di ricerca presso il CNRS.

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