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domenica 27 Settembre 2026

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Scontro in Regione sulla stagione balneare in Puglia, Piemontese smentisce accuse di “stagione troppo breve”

Scontro in Regione Puglia: Piemontese smentisce accuse di stagione balneare troppo breve, confronto con Fdi.

La Regione Puglia vive un scontro interno sul tema della stagione balneare, con l’assessore Raffaele Piemontese che smentisce le accuse del consigliere di Fdi Nicola Gatta, il quale ha definito la durata della stagione turistica “troppo breve”. L’Ordinanza regionale 2026 stabilisce l’apertura obbligatoria degli stabilimenti dal 23 maggio al 13 settembre, almeno dalle 9 alle 19, ma non impedisce l’attività oltre quel periodo. Gatta ha sostenuto che la Puglia apre più tardi e chiude prima rispetto ad altre regioni, come Toscana, Lazio e Liguria, che garantiscono fino a 5 mesi di stagione ufficiale.

La stagione non coincide con la chiusura degli stabilimenti

“La fine della stagione non significa chiudere gli stabilimenti” ha chiarito Piemontese, sottolineando che l’Ordinanza prevede espressamente la possibilità di proseguire l’attività balneare anche dopo il 13 settembre, nel rispetto delle condizioni di sicurezza. L’assessore ha anche ricordato che la durata minima obbligatoria dei servizi non coincide con la durata dell’offerta turistica costiera pugliese, poiché le strutture autorizzate possono esercitare servizi come bar e ristorazione durante l’intero anno.

La normativa nazionale ha stabilito i termini

Piemontese ha spiegato che le date del 23 maggio e del 13 settembre non sono frutto di una scelta estemporanea della Giunta regionale, ma derivano dal decreto-legge 73 del 2025, convertito nella legge 105 del 2025. Questo ha individuato a livello nazionale la stagione balneare dalla terza settimana di maggio alla terza settimana di settembre, lasciando alle Regioni la possibilità di anticiparne o posticiparne i termini di una settimana. La durata della stagione non è un limite per la Puglia, ma un obbligo legale che deve essere rispettato.

Secondo i dati della stagione balneare 2026, la Puglia è la regione che apre più tardi e chiude prima di tutte le principali mete balneari italiane. Tuttavia, Piemontese ha sottolineato che la durata minima obbligatoria dei servizi non coincide con la durata dell’offerta turistica costiera pugliese, poiché le strutture autorizzate possono esercitare attività durante l’intero anno, nel rispetto delle normative vigenti. Il confronto tra la Maggioranza e l’opposizione in Consiglio regionale pugliese si è acceso sul tema della stagione balneare e sull’apertura dei lidi. Gatta ha sostenuto che la stagione ufficiale in Puglia è iniziata soltanto il 23 maggio e si è conclusa il 13 settembre, un lasso di tempo del tutto insufficiente per una regione che aspira a vivere di turismo tutto l’anno. La Puglia non ha scelto di ridurre la stagione, ma rispetta una normativa nazionale.

L’Ordinanza regionale 2026 prevede espressamente che la balneazione possa proseguire negli stabilimenti anche dopo il 13 settembre, nel rispetto delle condizioni di sicurezza previste. L’apertura obbligatoria degli stabilimenti non impedisce l’attività oltre quel periodo, né impedisce alle strutture autorizzate di esercitare servizi come bar e ristorazione durante l’intero anno. La Puglia, quindi, non ha limitato la stagione balneare, ma ha rispettato una normativa nazionale che ha stabilito i termini.

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