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domenica 27 Settembre 2026

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Cronaca nera

Ucraino evaso dai domiciliari torna in carcere dopo una serie di aggressioni violente a Jesi

Ucraino evaso dai domiciliari torna in carcere dopo aggressioni violente a Jesi

Un 25enne ucraino, noto per una lunga scia di violenze a Jesi, è tornato in carcere dopo essere stato evaso dai domiciliari. L’uomo, già condannato per diversi episodi di aggressione, ha violato le prescrizioni e ha subito l’ordine del magistrato di sorveglianza Olivieri di tornare in carcere. Dovrà scontare gli ultimi sette mesi di pena, dopo aver scontato una parte della sua condanna a casa. L’episodio più grave risale alla notte del 6 luglio, quando ha aggredito un passante in via Cavour, colpendolo con calci alla testa e continuando a infierire mentre era a terra. Le telecamere hanno ripreso anche un salto a due piedi sulla testa della vittima, priva di sensi. Il ferito ha riportato fratture alle ossa nasali e alla mascella, con una prognosi di trenta giorni. Per quell’episodio, il 25enne era stato condannato a due anni e quattro mesi. In precedenza, aveva spezzato il bacino a una donna al Margarita Cafè e scaraventato un amico giù dai “cento scalini” di Filottrano.

Una serie di violenze che ha scosso la comunità

Il 25enne ucraino ha avuto una serie di episodi violenti che hanno scosso la comunità di Jesi. Il 5 maggio 2024, dopo una serata in un bar di Filottrano, aveva invitato un amico di 43 anni a seguirlo verso i “cento scalini” del centro storico. Secondo la ricostruzione accusatoria, lo aveva spinto facendolo ruzzolare lungo la scalinata e, una volta a terra, lo aveva colpito con calci alla schiena e alle costole, causandogli fratture a vertebre e costole. Il 43enne era finito in ospedale con una prognosi di 80 giorni. In quei giorni, l’uomo si trovava già in carcere in regime cautelare per le aggressioni commesse durante l’estate a Jesi.

Le violenze non si sono mai interrotte, ma si sono aggravate nel tempo.

Nella notte tra l’11 e il 12 giugno 2025, al Margarita Cafè, era stato protagonista di un’altra serata di violenza: un uomo era stato spintonato tra vasi rotti e pugni, mentre una donna romena di 50 anni era stata scaraventata a terra riportando la frattura scomposta del bacino e una prognosi di trenta giorni. Anche quella notte erano state rivolte minacce di morte. Dopo l’episodio del 6 luglio, il giudice aveva accolto la richiesta di applicare la detenzione domiciliare sostitutiva, permettendogli di scontare la pena a casa. Tuttavia, l’uomo ha violato le prescrizioni e ha subito l’ordine di tornare in carcere.

Un caso che ha suscitato preoccupazione e interventi

La serie di aggressioni del 25enne ucraino ha suscitato preoccupazione e ha richiesto interventi da parte delle autorità locali. La comunità di Jesi ha espresso preoccupazione per la sua condotta e ha richiesto misure più severe per garantire la sicurezza. Il caso ha suscitato dibattiti e ha richiesto interventi da parte delle autorità competenti. La sua storia di violenza ha suscitato preoccupazione e ha richiesto interventi da parte delle autorità locali.

La comunità continua a monitorare la situazione, sperando in un miglioramento nella sicurezza.

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