Due casi di infezione da Usutu virus sono stati confermati nel Lazio, come rilevato dall’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), pubblicato il 24 settembre e aggiornato al 23 settembre. L’Usutu virus, un arbovirus trasmesso dalle zanzare, torna a essere monitorato in regione, insieme al West Nile, come parte del sistema di sorveglianza sanitaria. A livello nazionale, il numero totale di casi sale a 15, con un incremento rispetto ai dati precedenti.
L’Usutu virus appartiene alla famiglia dei flavivirus, come il West Nile, e si diffonde attraverso le zanzare, che possono infettarsi pungendo animali portatori e trasmetterlo a umani. Tuttavia, l’infezione da Usutu non provoca sintomi in gran parte dei casi, o passa inosservata, salvo in situazioni in cui compaiano febbre e disturbi generali. Le manifestazioni neurologiche, come encefalite o meningoencefalite, sono molto rare e si verificano principalmente in persone anziane o immunocompromesse.
Prevenzione e misure di protezione
La prevenzione rappresenta il principale strumento per limitare la trasmissione dell’Usutu virus. L’uso di repellenti sulla pelle esposta, l’indossare abiti che coprano braccia e gambe e l’installazione di zanzariere negli ambienti domestici sono misure consigliate per ridurre il rischio di infezione. Inoltre, è importante evitare i ristagni d’acqua, che possono diventare luoghi favorevoli alla riproduzione delle zanzare. La presenza di casi umani viene utilizzata principalmente come indicatore della circolazione del patogeno nell’ambiente. L’uomo, infatti, rappresenta una “vittima” occasionale della malattia, e i casi umani sono spesso rilevati in contesti come donazioni di sangue. Nel 2018, ad esempio, furono individuati tre casi di infezione in donatori di sangue, e nel 2025 l’ISS ne aveva registrati altri tre. I due casi odierni costituiscono l’ennesima conferma di una presenza che il sistema di sorveglianza continua a tenere sotto osservazione.
Monitoraggio e contesto epidemiologico
Il sistema di sorveglianza sanitaria monitora non solo l’Usutu virus, ma anche la “febbre del Nilo”, che registra un numero di infezioni decisamente più elevato. Questa malattia, come l’Usutu, si diffonde attraverso le zanzare e presenta caratteristiche epidemiologiche e cicli di trasmissione simili. Tuttavia, la febbre del Nilo è associata a sintomi più gravi e a un rischio maggiore per la salute umana. La diffusione dell’Usutu nel Lazio non è una novità. La sua presenza nella regione è documentata da anni, con episodi di infezione registrati in passato. L’Usutu virus, pur non essendo una malattia molto conosciuta, rappresenta un rischio per la salute pubblica, soprattutto se non viene adeguatamente monitorato e prevenuto. La consapevolezza e l’adozione di misure di protezione sono quindi fondamentali per ridurre il rischio di contagio.



