Via Fosso Cavone, strada di Pescara nata come arteria secondaria a servizio dei residenti, è al centro di una denuncia formale depositata il 6 agosto all’autorità giudiziaria. A presentare l’esposto sono Pettinari, D’Andrea e Di Pillo, che descrivono una situazione di emergenza su più fronti: traffico pesante fuori controllo, degrado strutturale e ambientale, episodi di criminalità e spaccio di droga. La strada, che cinquant’anni fa era un accesso residenziale, oggi è diventata un corridoio per mezzi pesanti, con episodi di violenza e discariche abusive.
Emergenza sicurezza e degrado ambientale
Nei giorni scorsi, secondo le testimonianze raccolte, si sarebbe verificata una situazione di forte tensione: alcuni uomini sarebbero scesi in strada armati di mazze, sarebbero state aggredite delle donne e si sarebbero sentite urla, costringendo i residenti a chiamare ripetutamente le forze di polizia. Se una comunità di residenti arriva al punto di dover chiamare ripetutamente le forze dell’ordine perché in strada ci sono persone con delle mazze e si verificano aggressioni, non possiamo più parlare di semplice disagio: parliamo di una vera emergenza sicurezza affermano gli esponenti politici.
La strada presenta voragini, avvallamenti profondi, cedimenti diffusi e fuoriuscita di tubazioni e cavi. Diversi residenti segnalano la comparsa di crepe nei muri degli edifici, che gli esponenti politici chiedono vengano verificate dagli organismi competenti. “Qui non si parla più soltanto di disagio. Occorre verificare se il continuo passaggio dei mezzi pesanti possa avere conseguenze sulle abitazioni e sulla sicurezza delle persone”, sottolineano.
Accumuli di rifiuti e degrado ambientale
Lungo la strada si registrano anche numerosi accumuli incontrollati di rifiuti: scarti edili, porte, vetri, finestre, infissi, divani, mobili, elettrodomestici e materassi. “È inaccettabile che i cittadini debbano convivere con una vera e propria discarica a cielo aperto” denunciano Pettinari, D’Andrea e Di Pillo. Il degrado alimenta altro degrado. Dove lo Stato e le istituzioni arretrano, aumenta il rischio che si moltiplichino abbandoni illeciti, comportamenti incivili e fenomeni criminali. L’esposto depositato il 6 agosto chiede alla magistratura di valutare i fatti segnalati e di effettuare gli opportuni accertamenti su traffico pesante, sicurezza stradale, stato della carreggiata, possibili conseguenze sugli edifici, regolarità delle attività presenti nella zona e abbandono di rifiuti. I tre chiedono anche verifiche urbanistiche sulle attività presenti, in particolare sui depositi e le aree industriali o commerciali situati sotto il ponte dell’asse attrezzato.
“Via Fosso Cavone non può diventare una zona franca” concludono Pettinari, D’Andrea e Di Pillo. “Non può essere contemporaneamente un’arteria utilizzata quotidianamente da decine di mezzi pesanti, una strada dissestata, un luogo dove vengono abbandonati rifiuti di ogni genere e una zona nella quale i residenti denunciano episodi di criminalità e spaccio”. Chiediamo un intervento immediato e coordinato delle istituzioni: Comune, polizia locale, forze dell’ordine, autorità competenti in materia ambientale e urbanistica. Servono controlli sul traffico, controlli sulle attività, bonifica dei rifiuti abbandonati, manutenzione straordinaria della strada e soprattutto una presenza concreta e continuativa sul fronte della sicurezza.



