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lunedì 28 Settembre 2026

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Brandon McNulty sorprende al Mondiale di Montreal e vince il titolo in solitaria

Brandon McNulty vince il titolo mondiale a Montreal in solitaria, superando i grandi nomi del ciclismo.

Brandon McNulty, neodimotrice della UAE Team Emirates, ha vinto il titolo mondiale di ciclismo su strada a Montreal, sorprendendo i grandi nomi del ciclismo e conquistando la vittoria in solitaria. La gara, svoltasi su un circuito cittadino di Montreal caratterizzato da curve tecniche e superfici scivolose, ha visto l’assenza di Tadej Pogacar, vittima di un infortunio alla Vuelta, aprire le porte a una competizione serrata e imprevedibile. McNulty, 28 anni, ha superato i principali rivali e ha portato il ciclismo statunitense sul podio mondiale dopo più di tre decenni.

La fuga decisiva di Brandon McNulty

All’incirca 32 chilometri dal traguardo, McNulty ha lanciato una mossa audace, sfruttando un breve momento di calma sul rettilineo per percorrere il suo attacco in solitaria. Il compagno di squadra Matteo Jorgenson ha subito chiuso la scia, impedendo ai principali rivali di reagire in modo coordinato. In pochi minuti, McNulty ha guadagnato più di 30 secondi, e il suo vantaggio è cresciuto costantemente, raggiungendo il minuto quando il gruppo di inseguitori iniziava la fase finale. Il vantaggio di McNulty si è consolidato fino all’ultimo chilometro, con un margine di 13 secondi sul secondo classificato. L’australiano Michael Matthews, che ha conquistato l’argento, ha dovuto fare i conti con un distacco crescente, mentre il campione olandese Mathieu van der Poel ha occupato il terzo posto, a pari distanza dal secondo.

Il podio e le altre top ten

All’arrivo, il cronometro ha mostrato un vantaggio di 13 secondi per McNulty sul suo più prossimo inseguitore, l’australiano Michael Matthews, che ha conquistato l’argento. Il terzo gradino del podio è stato occupato dal campione olandese Mathieu van der Poel, a pari distanza dal secondo. Dietro di loro, Quinn Simmons è diventato il quarto classificato, seguito da Isaac Del Toro al quinto posto, Mads Pedersen al sesto e Tom Pidcock al settimo.

Il compagno di squadra di McNulty, Matteo Jorgenson, si è piazzato ottavo, mentre l’italiano Giulio Ciccone, che aveva lottato fin dal quarto giro, ha concluso in nona posizione, la migliore classifica italiana della corsa. Altri risultati italiani hanno visto la giovane promessa Lorenzo Finn al suo debutto, ma ha terminato la gara al cinquanta-cinquesimo posto, a più di dieci minuti dal vincitore. Giulio Ciccone ha espresso una lieve delusione, ma ha riconosciuto l’impegno della squadra e la capacità di rispondere alle tattiche fino all’ultimo metro. Il risultato complessivo dei corridori italiani è stato considerato rispettabile, ma il ciclista di Firenze ha sottolineato che avrebbe sperato in un posizionamento più alto.

Per quanto riguarda il vincitore, Brandon McNulty ha segnato il ritorno degli Stati Uniti sul podio mondiale dopo più di tre decenni, l’ultimo capitolo di questo successo risale al periodo di Lance Armstrong. Il 28enne indossa ora la maglia arcobaleno, ma i prossimi dodici mesi lo vedranno tornare come gregario in una squadra di punta, pronto a sostenere i leader nelle classiche e nei grandi giri.

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