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lunedì 28 Settembre 2026

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Caro carburante, De Luca: “il governo non ascolta, rischio di crisi per la Sicilia”

De Luca denuncia aumento dei carburanti e rischio di crisi per la Sicilia, chiede intervento governativo.

Cateno De Luca, leader del movimento Sud chiama Nord, ha lanciato un appello urgente al governo nazionale e alla Giunta regionale Schifani, denunciando l’impatto devastante dell’aumento dei carburanti sulla Sicilia. Secondo De Luca, la situazione è ormai al punto di non ritorno e senza interventi immediati e strutturali, il sistema socio-economico dell’Isola rischia di collassare, con conseguenze drammatiche anche su tutta l’Italia. Gli agricoltori e gli autotrasportatori, i primi a subire le conseguenze, hanno deciso di fermare i propri mezzi per difesa del proprio lavoro e della propria dignità.

Costi elevati e speculazioni alimentano la crisi

De Luca ha sottolineato come l’aumento spropositato dei prezzi dei carburanti, alimentato da intollerabili speculazioni da parte dei colossi petroliferi, stia soffocando la regione. La Sicilia, già in una condizione di insularità, non può permettersi ulteriori pressioni economiche. “La Sicilia non può e non deve essere abbandonata”, ha affermato il leader, ricordando che gli agricoltori e gli autotrasportatori sono i primi a subire le conseguenze di questa situazione. La crisi non è solo economica, ma anche sociale e morale. De Luca ha anche spiegato che gli agricoltori pagano da anni le conseguenze di scelte scellerate e penalizzanti assunte nell’ambito degli accordi commerciali internazionali e in sede WTO, che hanno ridotto il valore dei prodotti locali e costruito un mercato estero che penalizza la produzione siciliana. “Senza interventi strutturali, decisi e immediati sul costo dei carburanti e sui sostegni alla continuità territoriale delle merci, il comparto non può reggere”, ha concluso.

Interventi insufficienti e mancanza di attenzione

Sebbene siano stati mossi alcuni passi da parte di Eni e IP per calmierare i prezzi, e siano state introdotte misure tampone dal governo centrale, De Luca ha ritenuto tali azioni insufficienti. “Gli ultimi passi rappresentano un segnale di attenzione, ma non sono sufficienti per salvaguardare il comparto agricolo e il trasporto”, ha sottolineato. L’attuale politica, secondo De Luca, non risponde alle esigenze reali dei cittadini e dei produttori locali.

Il leader ha anche ricordato che la Regione ha il dovere politico e morale di farsi valere a Roma e attivare ogni risorsa utile prima che la crisi diventi irreversibile. Il governo Schifani smetta di fare orecchie da mercante. La mobilitazione degli agricoltori e degli autotrasportatori, secondo De Luca, è un segnale chiaro che non può essere ignorato. De Luca ha espresso massima solidarietà e vicinanza agli agricoltori e agli autotrasportatori che hanno deciso di fermare i propri mezzi per difesa del proprio lavoro e della propria dignità. La situazione, se non interviene subito, rischia di diventare irreversibile, con ripercussioni inevitabili e drammatiche su tutta l’Italia.

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