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mercoledì 23 Settembre 2026

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Armatori siciliani e calabresi annunciano blocco dello Stretto di Messina per il caro carburanti

Armatori siciliani e calabresi annunciano blocco dello Stretto di Messina per il caro carburanti

La protesta per il caro carburanti si fa sempre più ampia in Sicilia, con gli armatori locali e quelli provenienti dalla Calabria che annunciano un blocco dello Stretto di Messina il 22 ottobre. A confermare la mobilitazione è Fabio Micalizzi, presidente della Federazione armatori siciliani, che ha sottolineato come la situazione dei costi del gasolio sia insostenibile per il settore. La protesta si intreccia con quella degli autotrasportatori, che hanno già espresso la loro posizione e chiedono interventi concreti da parte delle istituzioni. La tensione cresce anche a causa dell’assenza di un decreto anti caro carburanti, promesso dalla Regione ma non ancora attuato.

Protesta armatori: tetto al prezzo del gasolio

Gli armatori chiedono al governo di stabilire un tetto al prezzo del gasolio per la pesca professionale, tra 0,40 e 0,50 euro al litro in condizioni ordinarie e non oltre 0,60-0,70 euro in emergenza. “Il gasolio è la nostra materia prima: senza carburante i pescherecci restano in porto e le imprese muoiono”, ha affermato Micalizzi, sottolineando che crediti d’imposta e misure di sostegno non bastano a fronteggiare l’aumento dei costi. La protesta, che potrebbe coinvolgere circa 100 pescherecci, si svolgerà al termine dell’assemblea delle marinerie siciliane a Catania.

Autotrasportatori pronti a fermarsi senza aiuti

Non solo gli armatori, ma anche gli autotrasportatori siciliani sono pronti a fermarsi senza aiuti concreti. La loro protesta si intreccia con quella degli armatori, che chiedono alla Regione l’attuazione delle misure annunciate a sostegno del settore. In assenza di risposte, i trasportatori prospettano il blocco dei porti. La situazione è diventata critica, con i rincari ormai insostenibili e la necessità di un contributo dalle istituzioni. L’incontro tra Regione e autotrasportatori è atteso per mercoledì 23 settembre, in un momento di tensione crescente.

La Regione, attraverso l’assessore Alessandro Aricò, aveva garantito un decreto anti caro carburanti entro il weekend scorso, ma non è ancora arrivato. Gli armatori e gli autotrasportatori attendono risposte concrete, con la minaccia di scioperi a oltranza se non si interviene. La protesta, che coinvolge diverse regioni, potrebbe avere un impatto significativo sul traffico marittimo e sulle attività economiche locali. La situazione rimane in attesa di sviluppi, con gli operatori del settore in allarme per la mancanza di soluzioni.

La mobilitazione, che si concentra sullo Stretto di Messina, rappresenta un segnale di protesta forte e chiaro. Gli armatori e gli autotrasportatori, con le loro richieste, stanno mettendo in evidenza le conseguenze del caro carburanti su un settore vitale per l’economia regionale. La mancanza di interventi concreti potrebbe portare a ulteriori tensioni e a una escalation delle proteste. La situazione resta in attesa di una risposta da parte delle istituzioni, che dovrà rispondere alle esigenze di un settore in crisi.

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