Donatella Casari, giudice del lavoro di Roma, è al centro di una campagna di attacco da parte dei giornali di destra, che la accusano di essere “la stessa del caso Almasri”. Il dibattito si concentra sul ricorso urgente del conduttore contro la Rai per il reintegro alla guida di Report, un caso politicamente sensibile che ha acceso le polemiche. I giornali filo-governativi hanno lanciato una campagna di stampa, con articoli che cercano di collegare la giudice al passato processo riguardante il caso Almasri, in cui era coinvolta la magistratura progressista. Il presidente del Tribunale di Roma, Lorenzo Pontecorvo, ha espresso sostegno a Casari, sottolineando che l’assegnazione del fascicolo è avvenuta nel rispetto delle regole e dei criteri tabellari stabiliti.
La giudice e il caso Almasri
Donatella Casari è stata parte del Tribunale dei ministri che si occupò della vicenda Almasri, un caso che vide l’approvazione di un’indagine per i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano, accusati di favoreggiamento per il rimpatrio del torturatore libico. La giudice è stata tra coloro che chiesero l’autorizzazione a procedere, ma la Camera respinse la richiesta. Ora, i giornali di destra la accusano di essere “la stessa del caso Almasri”, cercando di collegare il suo ruolo nel processo al caso attuale. Il deputato azzurro Pietro Pittalis ha definito l’assegnazione del fascicolo a Casari “quantomeno singolare”, annunciando un’interrogazione al ministro della Giustizia.
La critica al sistema giudiziario si fa più forte, con il presidente del Tribunale che ha sottolineato come l’assegnazione del fascicolo sia avvenuta in base a un meccanismo automatico, come impone la Costituzione. I membri del Consiglio superiore della magistratura (Csm) hanno chiesto l’apertura di una pratica a tutela di Casari, sottolineando che i criteri di assegnazione sono trasparenti e verificabili. “L’individuazione del magistrato chiamato a trattare un procedimento avviene sulla base di criteri tabellari predeterminati, trasparenti e verificabili, posti proprio a garanzia dell’indipendenza e dell’imparzialità della funzione giudiziaria”, hanno ricordato i consiglieri.
La reazione del mondo della magistratura
La giudice Donatella Casari ha ricevuto sostegno anche da Unità per la Costituzione (UniCost), che ha espresso “piena solidarietà” e ha sottolineato che gli attacchi nei suoi confronti sono infondati. “Casari sta semplicmente facendo il suo lavoro e continuerà a farlo, come sempre, con serietà, autonomia e indipendenza”, ha affermato la Direzione nazionale del gruppo. L’Associazione nazionale magistrati di Roma (Anm) ha denunciato il grave malcostume di etichettare i magistrati sulla base delle loro idee politiche e di attribuire ragioni politiche alle loro decisioni. “La legittimazione della magistratura deriva esclusivamente dalla sua soggezione alla legge e dalla sua indipendenza da ogni altro potere”, ha ricordato l’Anm romana.
La pressione sui magistrati rischia di danneggiare l’indipendenza della giustizia, come ha più volte denunciato Unità per la Costituzione. La campagna di attacco contro Casari rappresenta un tentativo di condizionamento, che potrebbe influire negativamente sul funzionamento del sistema giudiziario. I magistrati, come ha ricordato il presidente del Tribunale, devono essere protetti da accuse infondate, altrimenti si rischia di creare un clima di tensione e di delegittimazione.
- Donatella Casari, giudice del lavoro, al centro di una campagna di destra per il caso Ranucci.
- Il presidente del Tribunale di Roma sostiene la giudice e sottolinea il rispetto delle regole.
- I membri del Csm chiedono una pratica a tutela per la giudice.
- Unità per la Costituzione e l’Anm denunciano la pressione sui magistrati.



