Il 29 settembre a Gallarate si terrà un incontro dedicato alla fisica quantistica, organizzato dal Gruppo Donne di Confapi Varese in collaborazione con i Giovani Imprenditori Confapi. L’evento vedrà la partecipazione di Gabriella Greison, fisica, scrittrice e divulgatrice scientifica, che parlerà del rapporto tra fisica e vita, ma anche del confine tra scienza, metafora e pseudoscienza. La fisica, secondo Greison, non dà ricette per la felicità, ma apre domande che possono aiutarci a riflettere sull’incertezza, sulle relazioni e sul modo di affrontare il cambiamento.
La fisica non è una formula per la felicità
La parola “quantistico” è oggi spesso usata in contesti motivazionali o pseudoscientifici, ma Gabriella Greison sottolinea l’importanza di partire dalla fisica vera. «La felicità non è una formula quantistica, ma la fisica può offrirci immagini potenti per pensare: possibilità, incertezza, trasformazione», spiega. La fisica, in questo senso, non distribuisce istruzioni per la felicità, ma ci insegna a convivere con l’incertezza e a cambiare prospettiva. Non ci dice come vivere: ci impedisce di vivere con una sola risposta, aggiunge.
De Broglie e il coraggio di immaginare
Greison ha scelto di parlare di Louis de Broglie, il fisico francese che propose l’idea della natura ondulatoria della materia. «Ho scelto de Broglie perché ha avuto il coraggio di immaginare che la materia potesse comportarsi come un’onda. Era appartato, ostinato, poco incline allo spettacolo: quindi perfetto per finire in uno spettacolo», racconta. La sua storia, per Greison, rappresenta un’idea rivoluzionaria che arriva da chi parla più piano. «La sua storia dice una cosa che sento vicina: a volte l’idea più rivoluzionaria arriva dalla persona che parla più piano», sottolinea.
La fisica, per Greison, non è solo una materia scientifica, ma un’occasione per riflettere su modelli d’impresa più aperti e collaborativi. «La fisica non distribuisce istruzioni per la felicità. Ci insegna però a convivere con l’incertezza, a cambiare prospettiva e a dubitare delle evidenze», spiega. Il suo lavoro, che si concentra su de Broglie, è un esempio di come la scienza possa ispirare riflessioni personali e sociali. «Il sottotitolo del libro parla di cambi di frequenza e rinascite personali», conclude. Il dibattito tra scienza e pseudoscienza è particolarmente delicato, soprattutto quando la parola “quantistico” viene usata in contesti non scientifici. «La fisica quantistica parla del comportamento della materia e della luce su scala microscopica, attraverso teorie verificabili. Filosofia e metafisica possono partire da quelle scoperte per formulare altre domande, purché sia chiaro quando si esce dal laboratorio», spiega. Il mistero è prezioso, ma usarlo come certificato scientifico lo rende soltanto marketing.
Concludendo, Gabriella Greison invita a riflettere su come la fisica possa essere un’occasione per domandarsi, non per rispondere. «La fisica non dà ricette, ma apre domande», dice. L’incontro a Gallarate è un’opportunità per approfondire questi temi, in un contesto che unisce scienza, filosofia e impegno sociale. Un altro aspetto che ha suscitato interesse è il confronto tra fisica e metafora. «Il confine è molto preciso: la fisica descrive i fenomeni e richiede prove; la metafora ci aiuta a riconoscerci dentro quelle immagini», chiarisce. La metafora può illuminare, ma non può travestirsi da esperimento, precisa. Le equazioni sono severe e non accettano licenze poetiche, ma gli editori, a volte, sì.
Il dibattito tra scienza e pseudoscienza è particolarmente delicato, soprattutto quando la parola “quantistico” viene usata in contesti non scientifici. «La fisica quantistica parla del comportamento della materia e della luce su scala microscopica, attraverso teorie verificabili. Filosofia e metafisica possono partire da quelle scoperte per formulare altre domande, purché sia chiaro quando si esce dal laboratorio», spiega. Il mistero è prezioso, ma usarlo come certificato scientifico lo rende soltanto marketing.



