La Passeggiata Patrimoniale di Arangea ha riportato alla luce un patrimonio storico industriale dimenticato, chiedendo alle istituzioni di studiare, tutelare e valorizzare il sito. L’iniziativa, svoltasi il 26 settembre nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, ha coinvolto cittadini, comitati e esperti per riscoprire le tracce dell’antica Real Fonderia borbonica. L’evento ha messo in luce l’importanza del territorio calabrese nella storia industriale europea, con un focus su fonderia, attività mineraria e maestranze sassoni.
Un patrimonio industriale dimenticato
La Passeggiata Patrimoniale ha permesso di riscoprire le tracce dell’antico complesso metallurgico di Arangea, collegato alle attività estrattive della vallata del Valanidi. Secondo le ricostruzioni illustrate durante la passeggiata, nella metà del Settecento a lavorare nel sito erano circa 700 persone, oltre al personale dirigente e alle altre maestranze, per l’estrazione e la lavorazione di minerali come argento e rame. L’evento ha messo in luce il ruolo di Arangea nel contesto europeo, con l’arrivo di maestranze specializzate dalla Sassonia.
Il percorso ha toccato luoghi significativi, tra cui il Casino Gagliardi, inserito nell’antico feudo della famiglia Gagliardi, e la chiesa di Arangea, dedicata a San Giovanni Nepomuceno, patrono dei minatori sassoni. La casa natale di padre Demetrio Moscato, ricordato per l’attività di soccorso alla popolazione dopo il terremoto del 1908, ha rappresentato un altro punto di interesse. Tra le testimonianze, è stata ricordata la patena d’argento conservata nel Museo di San Paolo, realizzata con il primo argento prodotto dalla miniera.
La giornata ha visto la partecipazione di esperti e cittadini, con l’obiettivo di coinvolgere la comunità nella tutela e valorizzazione del patrimonio.
Un appello alle istituzioni
L’appello è rivolto a chi ha competenza e responsabilità sul patrimonio e sul territorio, chiedendo di fare passi concreti per studiare, tutelare e valorizzare le tracce della Real Fonderia di Arangea. L’obiettivo è trasformare questo patrimonio, ancora in parte sommerso, in una risorsa culturale per la comunità. L’iniziativa ha anche indicato la possibilità di collegare Arangea alla rete dei luoghi della storia mineraria e protoindustriale calabrese, in particolare Stilo, Pazzano, Bivongi e Mongiana, costruendo una rete dell’archeologia industriale e del patrimonio metallifero. La Passeggiata Patrimoniale ha così riportato l’attenzione su una pagina della storia produttiva di Reggio Calabria, unendo fonderia, attività mineraria, maestranze sassoni, devozione, famiglie nobili e sviluppo protoindustriale. L’evento ha rappresentato un momento di condivisione e riflessione, con l’obiettivo di far conoscere e preservare un patrimonio storico che merita attenzione e riconoscimento.
Per Simona Lanzoni, presidente della Comunità Patrimoniale della Scalinata di Via Giudecca, la giornata ha permesso di riportare alla luce «uno di quei patrimoni sommersi che insistono sul nostro territorio», coinvolgendo cittadini e comitati. Lanzoni ha sottolineato la necessità di verificare, attraverso archivi ed enti competenti, proprietà, vincoli e condizioni per avviare un percorso di coprogettazione e valorizzazione. «Il fatto che il viceré sia venuto qui per più giorni – ha sottolineato Fascì – restituisce l’importanza che questo sito doveva avere». L’evento ha messo in luce l’importanza del territorio calabrese nella storia industriale europea, con un focus su fonderia, attività mineraria e maestranze sassoni.



