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lunedì 28 Settembre 2026

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Otsuka Pharmaceutical Italy: il tempo come valore nella cura della Leucemia Mieloide Acuta

Otsuka Pharmaceutical Italy promuove il valore del tempo nella gestione della Leucemia Mieloide Acuta, con un focus su innovazione e qualità della vita.

Otsuka Pharmaceutical Italy ha presentato oggi a Bologna un progetto che mette al centro il valore del tempo nella gestione della Leucemia Mieloide Acuta (LMA), una malattia che colpisce circa 3,5 persone ogni 100.000 abitanti in Italia all’anno. L’iniziativa, parte del confronto “LMA. Un futuro presente. Come l’innovazione cambia la gestione della Leucemia Mieloide Acuta”, ha visto la partecipazione di esperti, rappresentanti delle associazioni dei pazienti, istituzioni e industria. Il tema, affrontato con un approccio multidisciplinare, ha messo in luce come il tempo non solo influenzi la qualità della vita dei pazienti, ma anche la sostenibilità e l’efficacia del sistema sanitario.

Il tempo come dimensione di valore

La LMA, una forma di leucemia acuta che si sviluppa nel midollo osseo, impone un carico significativo sulla vita quotidiana dei pazienti e delle loro famiglie. L’evento ha sottolineato come il tempo trascorso in ospedale per visite, ricoveri e procedure possa ridurre la qualità della vita, con conseguenze che si estendono al contesto familiare e sociale. “Fare innovazione, per noi, non significa solo contribuire con il nostro impegno in ricerca e sviluppo al progresso terapeutico, ma anche collaborare per costruire percorsi di cura sempre più integrati, sostenibili e centrati sulla persona”, ha spiegato Raffaele Caramuscio, Market Access & Regulatory Affairs Director di Otsuka Pharmaceutical Italy.

Restituire tempo significa riconoscere che la qualità della cura passa anche dalla qualità della vita. L’innovazione, in questo contesto, non riguarda solo la disponibilità di nuove terapie, ma anche il modo in cui le cure vengono organizzate e erogate. Ripensare il modello assistenziale può contribuire a ridurre il peso delle procedure ospedaliere, liberare risorse e restituire ai pazienti tempo di qualità.

Un modello organizzativo per migliorare la cura

Il progetto LIA TO-BE, presentato durante l’incontro, rappresenta un’esperienza pilota volta a migliorare il percorso di cura, valorizzare le risorse disponibili e favorire un’integrazione continua tra ospedale e territorio. L’esperienza, sviluppata con un approccio antropologico di Value Based Healthcare, ha coinvolto diverse strutture sanitarie, tra cui l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara – Arcispedale Sant’Anna, l’IRCCS Humanitas di Rozzano e l’IRCCS Sant’Orsola di Bologna. L’obiettivo è creare modelli assistenziali più efficienti, sostenibili e vicini ai bisogni delle persone.

“Per anni, in sanità, il vincolo è stato il denaro. Oggi il vincolo è anche il tempo: quello dei professionisti, quello dei pazienti, quello di chi li assiste”, ha affermato Patrizio Armeni, Associate Professor of Practice della divisione Government, Health and Not for Profit di SDA Bocconi School of Management. L’idea di valutare l’innovazione sanitaria non solo in termini di esiti clinici, ma anche in base al tempo richiesto dai percorsi assistenziali, rappresenta una prospettiva nuova e necessaria.

Il tempo può diventare un’importante dimensione di valore quando si fissa un prezzo o si assegna un budget. L’evento di Bologna ha visto l’introduzione di una metafora artistica: la pittura sumi-e, una forma di arte giapponese in cui pochi tratti essenziali rappresentano un’immagine completa. Questa metafora ha messo in luce come l’innovazione possa significare non solo aggiungere, ma anche ridurre passaggi, attese e vincoli organizzativi, lasciando maggiore spazio agli aspetti centrali della cura. Attraverso il progetto, Otsuka Pharmaceutical Italy punta a promuovere un dialogo continuativo tra gli attori del Sistema Salute, con l’obiettivo di contribuire alla generazione di valore per il sistema sanitario, per la società e per le persone. L’innovazione, in questo contesto, non riguarda solo la ricerca e lo sviluppo, ma anche la capacità di organizzare e erogare cure in modo più sostenibile.

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