Le vittime di abusi sessuali nella Chiesa cattolica francesi hanno raccontato un incontro profondo e emozionante con Papa Leone XIV durante un viaggio apostolico a Lourdes. Cinque delle sette vittime che hanno avuto due ore di dialogo e preghiera con il Pontefice hanno poi rivelato dettagli di questa esperienza alla stampa internazionale, sottolineando l’ascolto profondo e l’empatia del Papa. Le donne hanno espresso un senso di sollievo e speranza, riconoscendo un impegno concreto e una profonda comprensione delle loro storie.
Ascolto profondo e impegno concreto
Le vittime hanno descritto come il Papa abbia ascoltato con attenzione ogni parola, dimostrando una profonda empatia e una conoscenza approfondita dei loro racconti. “Era ferito dalle nostre storie”, hanno detto alcune di loro, sottolineando come il Pontefice abbia espresso emozioni vere e un impegno sincero per il cambiamento. L’incontro, organizzato con cura, ha visto le vittime preparare insieme al Papa il formato dell’incontro, con un’ora e mezza di dialogo individuale e un momento collettivo. “La prima ora è stata molto intensa, visto che c’è stata una media di circa 15 minuti a persona”, ha raccontato Jérôme Guillement, una delle vittime.
Il Papa ha posto domande molto precise e ha dimostrato di conoscere a fondo le loro storie. “Era al corrente della mia storia e ha posto domande molto precise”, ha riferito Guillement. Le vittime hanno espresso una sensazione di profonda connessione con il Papa, che ha dimostrato di comprendere la complessità dei casi di abuso e la necessità di rimanere vigili. “Non è ingenuo, sa che bisogna rimanere vigili”, hanno detto. L’incontro ha suscitato un forte senso di speranza, con alcune vittime che hanno espresso la convinzione che il Papa stia facendo un passo importante verso un cambiamento reale.
Un impegno concreto per il futuro
Le vittime hanno anche sottolineato l’importanza del lavoro che il Papa ha intenzione di svolgere insieme a loro. “Noi abbiamo i nostri percorsi… Lui ha capito bene, è stato molto preciso sull’unire le forze con realtà esterne per lavorare insieme”, hanno detto. Hanno presentato diverse proposte concrete, tra cui la chiusura della Congregazione dei padri di Bétharram, e hanno espresso la loro fiducia nel fatto che il Papa continuerà a lavorare con loro. “Oggi abbiamo fatto numerose richieste. Aspettiamo delle risposte”, hanno concluso.
Le vittime hanno anche espresso una sensazione di profonda empatia e comprensione da parte del Papa, che ha dimostrato di comprendere la sistematicità degli abusi e la necessità di un impegno duraturo. “La sistematicità degli abusi è un tema che colpisce ovviamente la Chiesa, ma anche l’insegnamento cattolico”, ha detto Olivier Mardi. L’incontro ha rappresentato un momento di trasformazione, con un’atmosfera di profonda connessione e speranza per il futuro.



