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lunedì 28 Settembre 2026

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Cultura

Le terme romane di Malvindi in stato di abbandono da decenni

Le terme romane di Malvindi restano in stato di abbandono nonostante siano state trasferite al comune di Mesagne.

Le terme romane di Malvindi, situate a Mesagne in provincia di Brindisi, restano in stato di abbandono da decenni nonostante siano state trasferite al patrimonio comunale poco più di un anno fa. La situazione non ha subito alcun miglioramento, anzi, la struttura, databile tra il I e il IV secolo dopo Cristo, continua a essere trattata come un semplice ammasso di pietre. Nonostante l’importante accordo tra il comune e l’azienda Ital Green Energy srl, mediato dall’ex sindaco Toni Matarrelli e con il supporto di Mimmo Stella, il sito non ha visto alcun intervento di scavo o restauro.

Un patrimonio rilevante in stato di dissesto

Le terme romane di Malvindi rappresentano un complesso archeologico di notevole importanza, con ambienti come il calidarium, il tepidarium e il fridarium, che testimoniano l’ingegnosità romana. Tuttavia, decenni di abbandono hanno portato a un degrado tale da creare un rischio di dissesto per la struttura. Anche se il sito è stato incluso nel patrimonio comunale, non è stato attivato alcun progetto di valorizzazione o intervento di restauro.

La situazione deriva dal prolungato disinteresse di una buona parte dell’opinione pubblica. La svolta è arrivata poco più di un anno fa, quando le terme entrarono a far parte del patrimonio comunale di Mesagne. Ciò, a seguito di un accordo con la Ital Green Energy srl mediato dall’allora sindaco Toni Matarrelli e con l’importante supporto di Mimmo Stella, già consulente del Comune per la valorizzazione dei beni culturali.

Un passato di iniziative non sufficienti

Nonostante l’interesse per il sito, le iniziative promosse non hanno portato a un reale cambiamento. L’Archeo Night del 2018, un evento che aveva l’obiettivo di far conoscere i resti delle terme attraverso un aperitivo con musica di clarinetti, è stato solo un episodio isolato. L’area, pur essendo accessibile a chiunque, rimane recintata in modo simbolico e non protetta da interventi concreti. Il comitato civico Terra di Mesagne, guidato da Mimmo Stella, aveva già nel 2011 organizzato il Malvindi Day, un evento che aveva l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e stimolare un percorso di valorizzazione. Tuttavia, nonostante l’attenzione ricevuta, non è stato avviato alcun intervento significativo. Il complesso, pur essendo un’eccellenza culturale del territorio, continua a essere visto come un semplice monumento in disuso.

La situazione delle terme romane di Malvindi rappresenta un caso emblematico di abbandono di beni culturali, nonostante siano stati riconosciuti come patrimonio comunale. La mancanza di interventi concreti e la scarsa attenzione da parte delle istituzioni mettono in evidenza una serie di problemi che riguardano la gestione e la valorizzazione dei beni archeologici in Italia. La struttura, pur essendo un complesso rilevante, non ha visto alcun intervento di restauro o scavo. La mancanza di azioni concrete ha portato a un degrado che mette a rischio la conservazione dei resti. Nonostante l’interesse per il sito, le iniziative non hanno portato a un reale cambiamento.

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