Un passo verso il popolo
Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha annunciato le dimissioni da capo dello Stato, interrompendo anticipatamente il suo secondo mandato quinquennale iniziato nel 2022. La decisione, annunciata dal palazzo presidenziale, è stata resa pubblica poco prima del ritorno dal viaggio negli Stati Uniti, come aveva dichiarato in precedenza. Vucic ha spiegato che l’obiettivo è candidarsi al ruolo di primo ministro nelle elezioni anticipate del 25 ottobre, indette dopo quasi due anni di proteste guidate dagli studenti. L’annuncio è stato accolto con entusiasmo dai sostenitori, che hanno scandito il nome del leader durante la cerimonia. La scelta di Vucic è un tentativo di riconciliarsi con il popolo, dopo anni di dominio politico.
Un percorso politico complesso
Vucic, che ha guidato la politica serba per 14 anni, ha avuto un percorso politico estremamente complesso. Dopo aver militato nell’estrema destra, ha abbandonato le posizioni radicali nel 2008 per fondare il Partito Progressista Serbo, una formazione conservatrice e formalmente pro-europea. Pur avendo adottato una posizione più moderata nel corso degli anni, Vucic ha mantenuto legami con i suoi ex alleati di estrema destra, alcuni dei quali sono stati condannati per crimini contro l’umanità. Tra questi, il leader serbo Ratko Mladic, il cui funerale solenne a Belgrado ha visto la partecipazione di diversi ministri del suo partito.
Le proteste e le elezioni anticipate
Le proteste studentesche, scatenatesi dopo il crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad nel novembre 2024 – incidente che ha causato la morte di 16 persone – hanno portato a una serie di manifestazioni di grande portata in Serbia. Le richieste iniziali di un’indagine trasparente si sono trasformate nella richiesta di elezioni anticipate, che Vucic aveva più volte promesso senza fissarne una data. Solo all’inizio di questo mese, ha convocato le elezioni per il 25 ottobre, citando “forti turbolenze sulla scena politica interna”. Le proteste hanno messo in discussione la leadership di Vucic e la sua gestione della corruzione.
Un gesto simbolico e una decisione strategica
Prima di dimettersi, Vucic ha esercitato i suoi poteri costituzionali per concedere la grazia a decine di persone, tra cui studenti e membri fedeli al suo partito, sospettati di aver commesso reati durante le proteste. Ha dichiarato di aver deciso di concedere la grazia a 49 persone, 23 delle quali coinvolte nei terribili eventi dell’ultimo anno e mezzo. La presidente del Parlamento Ana Brnabić assume ora la carica di presidente ad interim per un periodo massimo di tre mesi, durante il quale dovranno essere indette le elezioni presidenziali. La decisione di Vucic di abdicare e candidarsi a premier rappresenta un passo simbolico verso il popolo, ma anche una mossa strategica per rafforzare il suo controllo politico nel Paese.



