Alessandro Di Battista, ex deputato del Movimento 5 Stelle, ha condiviso su Substack una foto con i medici cubani che lo hanno assistito durante il suo ricovero e intervento chirurgico a L’Avana. Nella descrizione, ha espresso il suo apprezzamento per la professionalità e l’umanità dei sanitari cubani, ma ha anche denunciato la situazione drammatica del Paese, sottolineando l’impatto del blocco statunitense. “Lì un popolo strangolato dagli USA”, ha scritto, riferendosi al lungo periodo di isolamento economico e sanitario che Cuba vive da oltre sessantaquattro anni.
La sanità cubana e il blocco statunitense
Di Battista ha descritto le condizioni in cui si trova la sanità cubana, sottolineando la mancanza di acqua nei ospedali, la mancanza di carburante per le ambulanze e le strade deserte e al buio. “A Cuba ci sono ospedali senz’acqua, non c’è carburante per far muovere le ambulanze, le strade sono vuote e di sera completamente al buio”, ha scritto. L’ex deputato ha anche ricordato l’origine del blocco statunitense, che fu emanato nel 1962 da John Fitzgerald Kennedy, dopo il fallimento dell’invasione della Baia dei Porci. Sessantaquattro anni dopo, gli USA continuano a comportarsi come dei mafiosi e a strangolare il popolo cubano.
Un popolo che resiste
Nonostante le condizioni difficili, Di Battista ha espresso il suo apprezzamento per la resistenza dei cubani. “Ma nonostante tutto, i cubani resistono”, ha scritto. L’ex deputato ha anche raccontato di aver vissuto sulla sua pelle l’umanità dei medici cubani, che lo hanno assistito durante il suo ricovero all’Hospedal Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras, al diciannovesimo piano. “Dalla stanza al diciannovesimo piano dell’Hospedal Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras, ho vissuto sulla mia pelle l’umanità dei medici cubani”, ha scritto.
Di Battista ha anche sottolineato l’importanza della formazione medica cubana, ricordando che molti dei medici palestinesi sterminati dai terroristi israeliani si sono formati proprio a Cuba. “E sono stati proprio i medici cubani a raccontarmi che moltissimi dei medici palestinesi sterminati dai terroristi israeliani si sono formati proprio a Cuba”, ha scritto. L’ex deputato ha inoltre criticato la mancanza di informazioni in Italia sulla situazione cubana, sottolineando che “in Italia ci mostrano le immagini delle città cubane piene di spazzatura, senza spiegare di chi sia la responsabilità delle condizioni in cui vivono i cubani”.
Di Battista ha concluso il suo post ringraziando i lettori e annunciando che nei prossimi giorni racconterà tutto quello che è successo durante il suo soggiorno a Cuba. “Nei prossimi giorni vi racconterò tutto quello che è successo. Intanto, vi lascio qui sotto una foto con alcuni dei medici cubani che mi hanno salvato la vita”, ha scritto. L’ex deputato è attualmente in Italia, dopo essere stato operato d’urgenza a Cuba e rientrato in Italia con un’aeroambulanza il 12 settembre. Dopo il rientro, è stato ricoverato all’ospedale Gemelli di Roma e dimesso il 18 settembre.
Di Battista ha sottolineato l’importanza della formazione medica cubana, ricordando che molti dei medici palestinesi sterminati dai terroristi israeliani si sono formati proprio a Cuba. L’ex deputato ha inoltre criticato la mancanza di informazioni in Italia sulla situazione cubana, sottolineando che “in Italia ci mostrano le immagini delle città cubane piene di spazzatura, senza spiegare di chi sia la responsabilità delle condizioni in cui vivono i cubani”.



