Cuba ha annunciato di aver avviato contatti con gli Stati Uniti per cercare di risolvere le divergenze bilaterali, in un contesto segnato da una grave crisi energetica e da frequenti blackout. Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha confermato i recenti colloqui con Washington, che si sono svolti con l’obiettivo di trovare soluzioni attraverso il dialogo alle differenze tra i due Paesi. L’Avana ha anche annunciato l’imminente rilascio di 51 detenuti come gesto di buona volontà, un atto che il ministero degli Esteri ha definito in spirito di buona volontà e in risposta alle relazioni con il Vaticano.
La crisi energetica e i suoi effetti
La carenza di carburante ha causato diffuse interruzioni di corrente, soprattutto nella parte occidentale del Paese, che hanno colpito milioni di persone. Secondo Díaz-Canel, l’impatto sull’economia e sui servizi di base è grave, con problemi nei trasporti, nelle comunicazioni e nell’assistenza sanitaria, tra cui migliaia di interventi chirurgici rinviati. Il presidente ha incolpato il “blocco energetico” degli Stati Uniti per la mancanza di forniture di petrolio, affermando che nessuna spedizione ha raggiunto l’isola negli ultimi tre mesi.
Il presidente ha sottolineato che l’obiettivo dei contatti è valutare la volontà di entrambe le parti di intraprendere azioni concrete a beneficio dei popoli di entrambi i Paesi.
Un gesto di buona volontà: il rilascio di 51 detenuti
Il governo cubano ha annunciato l’imminente rilascio di 51 prigionieri, un atto che il ministero degli Esteri ha definito in spirito di buona volontà. Secondo le autorità, tutti i detenuti hanno scontato una parte significativa della pena e hanno mantenuto una buona condotta in carcere. Non è stato specificato se tra i rilasci ci siano prigionieri politici, anche se l’organizzazione Prisoners Defenders stima che all’inizio del 2026 ci fossero più di 1.200 prigionieri politici a Cuba. Díaz-Canel ha ribadito che i colloqui non hanno fornito ulteriori dettagli sul contenuto o sugli interlocutori. Il presidente ha ribadito che l’obiettivo è trovare soluzioni attraverso il dialogo, senza offrire ulteriori dettagli sulle discussioni. L’obiettivo è valutare la volontà di entrambe le parti di intraprendere azioni concrete a beneficio dei popoli di entrambi i Paesi, nonché di identificare possibili aree di cooperazione, sempre sulla base del rispetto della sovranità cubana.
La crisi energetica ha messo in evidenza le conseguenze di un blocco di forniture di petrolio, con un impatto enorme sulle infrastrutture e sui servizi essenziali.
L’Avana ha cercato di aprire un dialogo per trovare soluzioni, anche se il contesto resta segnato da tensioni e mancanza di risorse. Il governo cubano ha cercato di presentare i contatti come un passo verso una collaborazione costruttiva, pur mantenendo la sovranità come priorità.



