La Calabria vive un momento di forte tensione economica, con i prezzi del carburante che hanno raggiunto i 2 euro al litro e i ticket sanitari che segnano un aumento tra i più elevati d’Italia. Il segretario regionale della Cgil, Gianfranco Trotta, ha espresso preoccupazione per l’impatto su famiglie e imprese, sottolineando come le misure governative non siano sufficienti a risolvere la situazione. «In Calabria c’è ben poco da festeggiare», ha commentato Trotta, denunciando un aumento dei costi che colpisce duramente la popolazione.
Costi in aumento, famiglie in difficoltà
Secondo l’indagine di Federconsumatori, i rincari sul carburante in Calabria sono stati in media più alti rispetto al resto del Paese. Mentre in media una famiglia italiana ha dovuto sostenere una spesa di 275 euro per ricaduta diretta e di 224,50 per gli effetti del trasporto su gomma dei beni di largo consumo, nella regione calabrese i costi sono significativamente più elevati. Peccato che le famiglie fatichino a mettere insieme il pranzo e la cena, ha osservato Trotta, sottolineando come la situazione stia logorando il potere d’acquisto delle famiglie.
Il segretario regionale ha anche sottolineato come la Calabria, con stipendi fermi e infrastrutture vetuste che costringono al trasporto su gomma, stia affrontando effetti drammatici di questa congiuntura. «In Calabria, con stipendi fermi e infrastrutture vetuste che costringono al trasporto su gomma, gli effetti di questa congiuntura stanno diventando drammatici», ha aggiunto Trotta.
Politiche governative non strutturali
Il segretario regionale ha criticato le misure governative, considerate temporanee e non strutturali. «L’accordo raggiunto con le compagnie petrolifere evita loro la tassazione sugli extra profitti ed è limitato nel tempo», ha spiegato Trotta. L’incremento dei prezzi del carburante, unito all’aumento dei ticket sanitari, ha creato una congiuntura drammatica per la popolazione calabrese. Il rincaro dei ticket sanitari, in particolare, ha suscitato forte indignazione. Se non ci fosse di mezzo la salute dei calabresi, si sarebbe potuto pensare ad una provocazione, ha commentato Trotta, sottolineando come la regione, già in difficoltà per l’accesso al servizio sanitario pubblico, abbia visto applicati i maggiori aumenti sulle prestazioni sanitarie. «Una delle regioni in cui è più difficile accedere alle prestazioni sanitarie con il servizio pubblico è diventata anche quella a cui è stato applicato il maggior rincaro», ha concluso.
La situazione economica in Calabria ha trovato un riflesso anche nelle elezioni delle suppletive a Reggio Calabria, dove il voto del 22 per cento ha rappresentato una grave sconfitta per il centro destra. «Una percentuale di voto del 22 per cento è una grave sconfitta per tutti», ha detto Trotta, sottolineando come la popolazione si stia allontanando dal governo. «La Calabria è stanca e sfiduciata», ha concluso, evidenziando una profonda insoddisfazione per le politiche economiche attuate.



