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martedì 29 Settembre 2026

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Caos mobilità a Trento, le opposizioni chiedono dimissioni all’assessore Brugnara

Trento, caos mobilità e critiche alle scelte dell’assessore Brugnara. Opposizioni chiedono dimissioni e maggiore ascolto.

Le opposizioni a Trento hanno lanciato un forte allarme sul caos mobilità, accusando l’assessore Michele Brugnara di aver portato avanti scelte ideologiche senza ascoltare le esigenze dei cittadini. Le forze politiche di centrodestra e Onda hanno chiesto le dimissioni dell’assessore, definendo la sua gestione come un “fallimento” e sottolineando come le decisioni siano state prese senza consulto. La situazione, che ha peggiorato la congestione e reso più complesso l’accesso ai servizi, ha trovato unanime condanna, con critiche anche su specifici interventi come l’eliminazione dei parcheggi davanti alle attività commerciali e la riduzione delle carreggiate in alcune zone.

Scelte senza ascolto, critiche trasversali

Le opposizioni, comprese le forze politiche di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Onda, hanno espresso un dissenso trasversale, sottolineando che le scelte dell’amministrazione non sono state condivise né valutate in modo adeguato. “Non si cambia la mobilità attraverso l’imposizione di come muoversi”, ha detto Ilaria Goio, consigliera comunale di Fratelli d’Italia. Le critiche si concentrano su decisioni che, secondo le opposizioni, hanno creato ulteriori ostacoli al commercio e alla vita quotidiana, con un impatto negativo su famiglie, imprese e studenti. “Il commercio è già in difficoltà e il Comune crea così ulteriori ostacoli”, ha aggiunto Goio.

Problemi di traffico e parcheggi, un impatto a tutti i livelli

Le segnalazioni arrivano da quartieri diversi, con esempi concreti come la via Lavisotto, dove i tempi di percorrenza sono aumentati di mezz’ora. A Gardolo, invece, la mancanza di parcheggi ha reso difficile l’accesso alle attività commerciali, mentre a scuola si registrano problemi per le famiglie che devono portare i bambini. “Non è bloccando il traffico che le persone rinunciano all’uso dell’auto”, ha sottolineato Goio, ricordando che un trasporto pubblico efficiente è necessario per ridurre l’incidenza delle auto. Le opposizioni chiedono un ascolto attivo da parte dell’amministrazione, con un’analisi approfondita degli effetti delle misure prima di implementarle.

Le critiche si estendono anche a specifici interventi, come la riduzione delle carreggiate e l’eliminazione di parcheggi in zone centrali. “Le carreggiate ristrette, i sensi unici che allungano i percorsi e il traffico spostato lungo altre strade hanno congestionato la circolazione”, ha detto Goio. Le opposizioni sostengono che le scelte non sono state valutate in modo completo e che l’assessore Brugnara non ha ascoltato le proposte di correzioni. “La mobilità deve essere al servizio della popolazione e non il contrario”, ha concluso Goio, sottolineando l’importanza di un approccio più pragmatico e inclusivo.

Un’azione imposta, non discussa

Le opposizioni hanno anche sottolineato come le decisioni siano state prese senza alcun confronto con le comunità locali o con le associazioni. “L’amministrazione tira dritto, invece di fermarsi, ascoltare e correggere”, ha detto Giulia Bortolotti, consigliera comunale di Onda. Le critiche si estendono anche al sindaco e alla Giunta, che, secondo le opposizioni, non hanno riflettuto sulle conseguenze delle scelte fatte. “La competenza è di Brugnara e la richiesta di dimissioni va all’assessore”, ha aggiunto Bortolotti, sottolineando che l’assessore deve assumersi la responsabilità delle decisioni che hanno creato un caos nella città.

Le opposizioni chiedono un cambio di rotta, con un approccio più collaborativo e basato su dati concreti. “Non si può cambiare la mobilità attraverso l’imposizione di come muoversi”, ha detto Devid Moranduzzo, consigliere comunale della Lega. “Le soluzioni devono essere condivise e valutate, non imposte dall’alto”. La mobilità, secondo le forze politiche, deve essere un servizio che risponda alle esigenze dei cittadini, non un modello ideologico che non tiene conto delle realtà locali. La richiesta di dimissioni all’assessore Brugnara è quindi un segnale forte, che indica un dissenso trasversale e un chiamata a un approccio più responsabile e inclusivo.

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