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martedì 29 Settembre 2026

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Salute

Ebola in RD Congo: oltre 8.000 casi confermati e sfide sanitarie crescenti

Oltre 8.000 casi di Ebola in RD Congo, sfide sanitarie e tensioni locali.

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RD Congo) continua a espandersi, con oltre 8.000 casi confermati e un tasso di letalità del 48,4%. L’ultimo rapporto dell’Istituto nazionale di sanità pubblica, aggiornato al 26 settembre, segnala 8.067 contagi e 3.901 decessi, con 2.070 guariti e 773 pazienti in ospedale o in isolamento. L’epidemia, dichiarata il 15 maggio, è causata dalla variante Bundibugyo del virus, la diciassettesima registrata nel Paese e la più grave nella sua storia per numero di casi e di vittime.

Difficoltà nella tracciatura e nella risposta sanitaria

Secondo l’ultimo rapporto, il tasso di tracciamento dei contatti si attesta al 74,7%, ma le difficoltà nella gestione dell’emergenza persistono. L’Organizzazione mondiale della sanità ha richiamato l’attenzione sui decessi che avvengono fuori dalle strutture sanitarie, segno delle sfide nell’individuare tempestivamente le infezioni e garantire cure adeguate. La risposta sanitaria è inoltre compromessa dalla carenza di personale: ritardi o mancati pagamenti hanno provocato scioperi degli operatori, mentre, secondo i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie, cinquanta lavoratori della sanità sono morti dall’inizio dell’epidemia.

La carenza di personale e risorse sta mettendo a rischio l’efficacia delle misure di contenimento. La ridotta disponibilità di personale e risorse si accompagna al timore del contagio, che scoraggia le persone dal rivolgersi alle strutture sanitarie anche per altre necessità. L’emergenza sta incidendo anche sull’assistenza ordinaria: secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, tra aprile e giugno i servizi di assistenza sanitaria primaria nell’Ituri sono diminuiti del 13%.

Aggressioni e diffidenza verso le misure di prevenzione

La diffidenza verso le misure di prevenzione e le aggressioni contro personale e strutture sanitarie stanno aumentando. Domenica, a Butembo, nel Nord Kivu, è stato aggredito Marie-Célestin Karondwa, esponente del partito di governo UDPS, dopo aver difeso alla radio le misure adottate contro l’Ebola. Il partito ha riferito che si trova in condizioni critiche e ha chiesto un’indagine.

L’Ituri resta l’epicentro dell’epidemia, con il 76,3% dei contagi confermati e il 73,1% dei nuovi casi. Seguono il Nord Kivu e, a distanza, le altre province interessate. Il virus mostra andamenti diversi sul territorio: in alcune aree dell’Ituri e dell’Alto Uele i casi confermati sono diminuiti nelle ultime settimane; altrove, però, la malattia continua a raggiungere nuove comunità. A rendere più difficile il contenimento sono gli spostamenti della popolazione, l’insicurezza e le difficoltà nel rintracciare le persone entrate in contatto con i malati. Le sfide sanitarie si moltiplicano, con un impatto significativo sull’assistenza ordinaria e sulla sicurezza delle comunità. La situazione rimane complessa e le sfide sanitarie richiedono una risposta coordinata e sostenuta, non solo per contenere l’epidemia, ma anche per ripristinare la fiducia nella sanità e nel sistema di protezione pubblica.

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