Ronen Bar, ex capo degli 007 israeliani, ha deciso di denunciare il primo ministro Benjamin Netanyahu per omissione di soccorso nella strage del 7 ottobre 2023. L’ex dirigente del servizio segreto israeliano sostiene di possedere “prove” che dimostrerebbero che Netanyahu aveva conoscenza del piano di attacco ma non ha agito. L’inchiesta si fa sempre più complessa, con tre indizi in mano: l’Arabia Saudita, l’Egitto e ora l’ex capo degli 007. La situazione si fa intricata, con Netanyahu che ha cercato di uscire dall’angolo buio in cui è stato messo dalle rivelazioni recenti, coinvolgendo direttamente Bar in una campagna di diffamazione.
Indizi crescenti contro Netanyahu
Le accuse contro Netanyahu si moltiplicano. L’Egitto e l’Arabia Saudita avevano avvertito il governo israeliano con un preavviso di 48 ore prima della strage del 7 ottobre. Ora, l’ex capo degli 007, Ronen Bar, ha aggiunto un altro tassello al mosaico delle accuse. Bar sostiene di aver informato Netanyahu in tempo reale della minaccia, ma il premier non ha preso alcuna misura. “Per tre anni non si è presa alcuna responsabilità”, ha detto Bar, chiedendo che vengano resi pubblici tutti i documenti per far conoscere la verità al popolo israeliano.
Netanyahu ha sostenuto che la campagna di accuse è orchestrata da media di sinistra. Ha scritto su X che la menzognera campagna attorno agli avvertimenti che avrebbe ricevuto prima del 7 ottobre 2023 è orchestrata da media sinistrorsi per danneggiarlo. Tuttavia, il presidente israeliano Isaac Herzog ha condannato la violenza dei coloni che hanno attaccato il villaggio di Jalud, nella Cisgiordania occupata, definendola “grave” e “gravissima”. Herzog ha espresso preoccupazione per l’attacco e ha chiesto un’azione rigorosa.
La situazione si complica con le elezioni
Le elezioni di fine ottobre in Israele si avvicinano e questa tornata elettorale sarà cruciale. Netanyahu, che si gioca molto, sa che in caso di mancata conferma potrebbe dover fare i conti con la giustizia. L’inchiesta sulle sue azioni o inazioni durante la strage del 7 ottobre potrebbe influenzare il suo destino politico. Mentre i fatti si accumulano, il dibattito pubblico si fa sempre più acceso, con accuse e difese che si alternano in un clima di tensione. Il retroscena sulle ultime 48 ore prima della strage continua a emergere. L’incendio doloso, il lancio di pietre e l’aggressione a soldati e agenti di frontiera sono stati definiti “severamente vietati” e “non giustificabili” dal presidente Herzog. La situazione, però, resta complessa e le risposte non sono ancora chiare.
- Netanyahu accusato di omissione di soccorso nella strage del 7 ottobre
- Indizi crescenti da parte di Arabia Saudita, Egitto e ex capo degli 007
- Herzog condanna la violenza dei coloni a Jalud
- Elezioni di fine ottobre in Israele si avvicinano



