Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

venerdì 25 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Esteri

Netanyahu all’ONU, proteste in piazza e reazioni forti del premier

Netanyahu all’Onu, proteste in piazza e reazioni forti del premier

Benjamin Netanyahu, premier israeliano, ha suscitato reazioni forti durante il suo discorso all’Assemblea Generale dell’ONU a New York, il 25 settembre 2026. Decine di diplomatici hanno lasciato la sala, alcuni intonando cori pro-Palestina, mentre il leader israeliano ha risposto con durezza, definendo i manifestanti “codardi morali” e affermando che “noi difendiamo anche voi”. L’evento ha visto una forte opposizione internazionale e un clima di tensione in piazza, con manifestazioni organizzate da gruppi progressisti e da organizzazioni ebraiche.

Proteste in piazza e arresti

La protesta contro Netanyahu ha coinvolto decine di persone in piazza, con manifestanti che hanno circondato il Palazzo di Vetro e che hanno sfilato con bandiere palestinesi. Tra i nomi noti presenti c’è l’attrice Susan Sarandon, arrestata insieme a una candidata democratica di origine palestinese e a un consigliere comunale. La sicurezza è stata massima, con migliaia di agenti mobilitati per mantenere l’ordine. La presenza di manifestanti ebraici progressisti, come le organizzazioni New Jewish Narrative e T’ruah, ha ulteriormente complicato la situazione.

Accuse e reazioni del premier

Netanyahu ha attaccato diverse figure internazionali, definendo il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan un “tiranno” e il Qatar responsabile della diffusione di “bugie”. Ha anche criticato la Francia e il Regno Unito per aver definito Israele “colonialista”, riferendosi a loro come i primi a usare quel termine. Inoltre, ha sottolineato che gli ebrei occupano le alture del Golan da tempi di Mosè, un’affermazione che ha suscitato reazioni forti. Il premier ha anche rifiutato le accuse di genocidio, definendole la “più grande bugia del secolo”.

Netanyahu ha lanciato un attacco diretto contro il sindaco di New York, Zohran Mandani, accusandolo di essere un “anti-semita” e di aver diffuso “bugie” su Israele. Nonostante Mandani abbia piantato un ramoscello di ulivo per la pace, Netanyahu lo ha definito un “amico di Hamas”. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che Mandani aveva promesso in campagna elettorale di far arrestare Netanyahu su mandato della Corte penale internazionale, ma ha poi riconosciuto che New York non ha l’autorità per farlo.

Netanyahu ha concluso il suo discorso con un appello alla pace, ma ha anche sottolineato l’importanza della collaborazione con gli Stati Uniti, ringraziando il presidente Donald Trump. Ha consegnato un dispositivo Starlink alla delegazione iraniana, sperando che possa raccontare la sua storia quando il popolo iraniano “inevitabilmente si ribellerà”. Il discorso ha suscitato reazioni contrastanti, con alcuni che lo hanno definito un “architetto del terribile genocidio dei palestinesi”, mentre altri lo hanno accolto come un leader determinato a difendere Israele. La protesta ha visto anche la partecipazione di figure noti come Cynthia Nixon, Tony Kushner, Nan Golden e Eileen Myles, ma non Zohran Mandani, che ha riconosciuto la mancanza di autorità per arrestare Netanyahu. La situazione rimane delicata per una metropoli dove il legame emotivo con Israele non si traduce necessariamente nel sostegno a Netanyahu. La tensione è stata alta, con migliaia di agenti mobilitati per mantenere l’ordine e garantire la sicurezza durante l’evento.

Leggi anche