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martedì 29 Settembre 2026

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Cultura

Il Giardino dell’incontro: un progetto per trasformare il cortile della casa circondariale Don Bosco

Un progetto di architettura sociale per migliorare il cortile della casa circondariale Don Bosco a Pisa.

Il progetto “Giardino dell’incontro” nasce dall’impegno del Consiglio dell’Ordine degli Architetti Ppc di Pisa e provincia per trasformare un cortile interno della casa circondariale Don Bosco in uno spazio di incontro tra persone detenute, familiari e animali da compagnia, con particolare attenzione ai bambini. L’iniziativa, promossa dalla Camera Penale di Pisa, vede il sostegno del Rotary Club di Pisa Galilei e del Lions Club Pisa Host, con la collaborazione dell’azienda Sto con sede in Empoli. L’obiettivo è creare un ambiente più accogliente e sostenibile, in linea con i principi dell’architettura sociale.

Un progetto per la dignità e la sostenibilità

Il progetto, nato nel maggio 2025 su impulso della Camera Penale di Pisa e della sua presidente, l’avvocata Serena Caputo, è stato elaborato dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Pisa, guidato dal presidente Leonardo Germani. «Pensare un progetto architettonico all’interno di un istituto penitenziario non significa soltanto riqualificare uno spazio fisico, ma ripensare il tempo e la qualità delle relazioni umane», dichiara Germani. Il progetto mira a trasformare il carcere in un luogo di semina per il futuro. L’obiettivo è creare un ambiente dove il carcere smetta di essere solo un luogo di reclusione e diventi un luogo di incontro e di crescita.

Le tre fasi del progetto

La realizzazione è prevista in tre fasi successive, per rendere l’intervento attuabile con attenzione alla sicurezza e ai costi. La prima riguarda la pavimentazione: sul cemento esistente, che nei mesi estivi contribuisce a rendere il cortile molto caldo, saranno posate doghe flottanti in legno di recupero. La soluzione eviterà demolizioni e conserverà il sistema di smaltimento delle acque piovane. Sul legno saranno dipinti giochi per i bambini; piante di bambù in vaso creeranno un filtro visivo rispetto agli uffici adiacenti, a tutela della riservatezza dei colloqui.

Nella seconda fase saranno installate vasche per gli «orti in cassetta», affidati alla cura delle persone detenute e collegati al laboratorio di orticoltura sociale già presente nell’istituto. L’ultima fase prevede l’ampliamento delle aree coltivate e la piantumazione di alberi di agrumi, che offriranno ombra e contribuiranno a rendere il cortile più accogliente. Il progetto è aperto al sostegno di altri soggetti per coprire le spese già preventivate. La cura e la manutenzione degli spazi potranno inoltre offrire occasioni di formazione professionale e lavoro alle persone detenute, con il coinvolgimento di imprese e cooperative sociali del territorio e l’obiettivo di favorirne il reinserimento. Il progetto rappresenta un passo significativo verso un carcere più umano, dove la relazione tra detenuti, familiari e animali da compagnia può trovare spazio e dignità.

  • Progetto “Giardino dell’incontro” a Pisa
  • Realizzazione in tre fasi
  • Collaborazione tra enti locali e aziende

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