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martedì 29 Settembre 2026

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Cronaca nera

Giudice sospeso per aver mostrato genitali e si masturbato davanti a una 18enne

Giudice sospeso per aver mostrato genitali e si masturbato davanti a una 18enne

Un giudice 35enne è stato sospeso dal Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) per aver mostrato i genitali e si masturbato davanti a una ragazza di 18 anni. L’episodio, avvenuto il 18 agosto a Cosenza, ha scatenato un provvedimento di sospensione cautelare dopo la denuncia della giovane, che era stata fermata per strada con una scusa. Il magistrato, in servizio da meno di un anno, ha ammesso parzialmente i fatti, ma ha sottolineato che non ha esposto le parti intime e che le frasi utilizzate erano volgari, non sessuali.

Episodio in pieno giorno in una zona centrale

L’incidente si è verificato in una zona molto centrale della città di Cosenza, in pieno giorno e in un luogo assai frequentato da automobili. Secondo l’ordinanza del Csm, datata 21 settembre, il giudice, trovandosi alla guida della propria autovettura, ha fermato la ragazza con la scusa di chiederle informazioni su come raggiungere il duomo. Dopo averla fermata, le ha indicato con il dito di guardare le sue parti intime, un gesto che la ragazza ha seguito istintivamente, vedendo con stupore il magistrato che le mostrava i genitali e si masturbava in sua presenza. La ragazza ha reagito scoppiando a piangere e allontanandosi.

Il giudice ha ammesso di aver usato espressioni volgari, ma ha negato l’esposizione delle parti intime. Ha anche precisato che non ha usato i termini virgolettati e che non muove nessuna accusa contro la ragazza, assumendosi la responsabilità del fraintendimento.

Sospensione e trasferimento di sede

Il Csm ha accolto la richiesta principale dell’accusa, rappresentata dalla Procura generale della Cassazione, che chiedeva il trasferimento di sede del giudice e il suo spostamento dal penale al civile. Lo stesso incolpato si è autonomamente proposto di passare a occuparsi di processi civili, in modo da evitare di dover trattare fascicoli riguardanti casi assimilabili al suo. Tuttavia, per la Sezione disciplinare, questo rimedio non basta: il provvedimento di sospensione ha definito il fatto contestato “particolarmente esecrabile”, soprattutto perché rivolto a una ragazza di giovane età (maggiorenne da soli due mesi).

Le gravi circostanze addebitate hanno danneggiato l’immagine del magistrato e il Csm ha ritenuto che la sua permanenza in servizio fosse un motivo di discredito. Il provvedimento ha sottolineato che il carattere altamente odioso dei fatti commessi non può essere attenuato dal mero trasferimento di sede o dal mutamento di funzioni. Il giudice ha anche confermato l’ammissione, rigettando però una parte delle accuse, precisando che non ha esposto le parti intime e che non ha usato i termini virgolettati. Ha aggiunto di non muovere nessuna accusa contro la ragazza, ma di assumersi la responsabilità del fraintendimento. “Vivo con grande mortificazione personale e professionale questa situazione, di cui mi sono comunque assunto la responsabilità”, ha detto.

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