Nella notte di sabato, in Cisgiordania, è scoppiata una violenta situazione di tensione tra coloni israeliani e forze di sicurezza. Decine di coloni hanno scatenato una rivolta, bloccando le strade, bruciando veicoli e appiccando incendi, impedendo ai soldati dell’Idf di far rientrare una famiglia palestinese nella sua abitazione a Jalud. La casa della famiglia Tubasi, che era stata sfrattata da un gruppo di coloni a luglio, è stata incendiata dalla folla violenta, mentre i coloni hanno dato fuoco anche alla sua auto. La famiglia è riuscita a fuggire senza ferite grazie all’intervento delle forze di sicurezza, che hanno trasferito i membri della famiglia su un veicolo militare.
Violenze e incendi in Cisgiordania
Le violenze sono avvenute durante l’esecuzione di un’ordinanza dell’Alta Corte di Giustizia, che imponeva lo sgombero dei coloni che avevano occupato tre case palestinesi alla periferia di Jalud. I coloni, in gran numero, hanno reagito con violenza, lanciando pietre contro le forze di sicurezza e appiccando il fuoco all’abitazione della famiglia. La polizia ha trovato un passamontagna e una mazza in un veicolo sospetto usato dagli aggressori. Due coloni sono stati arrestati, mentre altre case sono state distrutte dagli incendi. Al momento non si segnalano feriti. La famiglia Tubasi aveva ricevuto un ordine di restituzione della casa entro due settimane, stabilito dall’Alta Corte di Giustizia il 6 settembre. Ieri sera, le forze di difesa israeliane avevano scortato la famiglia a casa, ma i coloni avevano scatenato una rivolta, bloccando le strade e causando danni significativi. La polizia ha arrestato tre coloni estremisti, tra cui due di 15 e 17 anni, accusati di aver partecipato alle violenze.
Condanna del governo israeliano
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha condannato con fermezza le violenze dei coloni a Jalud, definendole un atto estremamente serio che deve essere affrontato con tutta la severità prevista dalla legge. “Un piccolo gruppo di facinorosi non rappresenta la popolazione dei coloni in Giudea e Samaria che rispetta la legge”, ha dichiarato Netanyahu, esprimendo “pieno sostegno” ai soldati dell’Idf e agli agenti della Guardia di frontiera.
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha aggiunto che le violenze dei coloni estremisti costituiscono una “macchia morale” e un danno allo stato di diritto. Le violenze non si sono limitate a Jalud. A Gerusalemme, decine di ebrei religiosi hanno aggredito due uomini arabi alla Porta di Damasco, mentre a Qaryut, nella Cisgiordania settentrionale, un gruppo di coloni ha fatto irruzione nel villaggio, ferendo una donna anziana. In al-Mughayyir, una bomba molotov è stata lanciata contro la finestra di un’abitazione mentre una famiglia dormiva all’interno. Non si segnalano feriti in questi episodi.
Le forze di sicurezza hanno dovuto evacuare i membri della famiglia Tubasi a causa dei disordini. La polizia ha comunicato di aver arrestato tre coloni estremisti con l’accusa di aver partecipato alle violenze contro residenti palestinesi e soldati dell’Idf nel villaggio di Jalud. I primi due fermati sono due coloni di 15 e 17 anni. La polizia ha trovato un passamontagna e una mazza in un veicolo sospetto usato dagli aggressori.



