L’Italia ha lanciato a Roma un nuovo piano per la gestione dell’acqua nella regione mediterranea, con l’obiettivo di trasformare una risorsa strategica in strumento di dialogo e cooperazione tra i paesi della zona. L’iniziativa, presentata durante il Forum euro-mediterraneo sull’acqua, si propone di affrontare le sfide legate alla scarsità, alla contaminazione e alla gestione condivisa delle risorse idriche. L’evento, che si è svolto presso la Nuvola di Roma, ha visto la partecipazione di importanti figure politiche e internazionali, tra cui il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il direttore generale della FAO Qu Dongyu.
Un’agenda comune per la sicurezza e la cooperazione
Il ministro Tajani ha sottolineato che l’acqua non è solo un problema ambientale, ma un tema cruciale per la sicurezza, la stabilità e lo sviluppo della regione. «L’eau n’est pas seulement une question environnementale : c’est une question de sécurité, de stabilité et de développement que nous voulons aborder avec tous nos partenaires», ha detto. L’obiettivo principale del forum è di trasformare l’acqua da un luogo di competizione in un strumento di dialogo e cooperazione tra i paesi della regione. «L’Italia ressent fortement la responsabilité de jouer un rôle actif dans la construction d’une stratégie euro-méditerranéenne commune», ha aggiunto il ministro, sottolineando l’importanza di investire in soluzioni innovative e costruire un agenda comune orientato verso la sostenibilità e la sicurezza delle risorse naturali.
La collaborazione tra paesi e organismi internazionali è vista come chiave per affrontare le sfide idriche della regione. «Les fleuves et les nappes phréatiques ne s’arrêtent pas aux frontières nationales», ha sottolineato Qu Dongyu, direttore generale della FAO. Secondo lui, i paesi devono condividere informazioni, pianificare in base a interessi comuni e costruire la fiducia prima che una crisi si verifichi. «Les investissements doivent produire des résultats concret», ha aggiunto, ricordando che non esiste una soluzione unica valida per tutti.
Progetti concreti e investimenti per la sostenibilità
L’Italia, attraverso il piano Mattei e la collaborazione con l’Unione per la Mediterranee, ha già lanciato oltre 100 progetti per un investimento prossimo a mezzo miliardo di euro, da Tunisi al Marocco, dall’Egitto alla Giordania, dal Libano alla Palestina. «C’est pourquoi nous avons promu la Rome Initiative on Water», ha detto Tajani, sottolineando l’importanza di trasformare le priorità politiche in progetti concreti in grado di attrarre finanziamenti pubblici e privati.
Il ministro italiano dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha sottolineato come la regione mediterranea sia confrontata con un vero e proprio «trilemme»: troppo poca acqua, troppa acqua e acqua troppo inquinata. «L’Italia ressent fortement la responsabilité de jouer un rôle actif dans la construction d’une stratégie euro-méditerranéenne commune», ha ripetuto, sottolineando l’importanza di investire in soluzioni innovative e costruire un agenda comune orientato verso la sostenibilità e la sicurezza delle risorse naturali.
«L’eau n’est pas seulement un grand défi», ha concluso Tajani, «c’est une ressource stratégique pour la croissance, la sécurité et la paix». L’evento, che si è svolto per quattro giorni, ha visto la partecipazione di governi, organizzazioni internazionali, aziende, mondo della ricerca e società civile. «Rome n’est pas un point d’arrivée. C’est le début d’un parcours», ha detto Tajani, sottolineando che l’iniziativa non è solo un evento, ma l’inizio di un percorso lungo e complesso per la gestione sostenibile dell’acqua nella regione mediterranea.
La cooperazione è la chiave per la sicurezza idrica.
La sostenibilità delle risorse naturali è un obiettivo comune.



