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martedì 29 Settembre 2026

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Cultura

La laurea in carcere e l’inizio della vita “oltre la siepe”

Due uomini, due percorsi, una scelta: la laurea in carcere come strumento di riscatto e reinvenzione.

Giacomo Silvano e Mattia Teofilo, due uomini con percorsi di vita diversi ma con un obiettivo comune: la laurea in carcere. Entrambi sono oggi liberi, hanno completato studi universitari e trovato lavoro. Giacomo, 53 anni, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza con 110 e lode all’Università di Roma Tor Vergata, mentre Mattia, 30 anni, ha completato un master in Marketing e Comunicazione presso l’Università Bocconi di Milano. La loro storia rappresenta un esempio di come l’istruzione possa diventare un passo verso la libertà, anche quando sembra impossibile.

La scelta di studiare in carcere

Entrambi hanno scelto di studiare non solo per la formazione, ma per un’esperienza di riscatto personale. Giacomo, entrato in carcere con la licenza elementare, ha iniziato con un corso di licenza media e ha poi seguito un percorso universitario in Giurisprudenza. «L’Università Tor Vergata vede coinvolta la professoressa Marina Formica, che ha dato una spinta decisiva al mio percorso», racconta. Mattia, invece, ha iniziato a studiare subito dopo l’entrata in carcere, quando aveva ancora la maturità da completare. «Sono entrato in carcere molto giovane, stavo ancora preparando l’esame di maturità quando mi è stato proposto un bando che permetteva alle persone detenute di studiare per la laurea», spiega.

Lo studio in carcere mi ha restituito la vita. Giacomo, che vive a Roma con la sua famiglia, racconta: «Oggi amo la vita. Studiare mi ha dato il risveglio nel nuovo limbo della libertà, mi ha dato la possibilità di scegliere quello che non ho mai avuto, ma pensavo di avere». Mattia, invece, sottolinea l’importanza del rapporto con i professori: «I professori non sono solo professori, aiutano nello studio, quasi togliendosi la veste di autorità professionale». Entrambi hanno trovato in questo percorso un modo per reinventarsi e ripensare il loro futuro.

Le sfide e le soddisfazioni

Studiare in carcere non è stato facile. Per Giacomo, l’accesso a strumenti come internet e piattaforme educative era limitato, ma la motivazione lo ha spinto a superare ogni ostacolo. «L’Università Tor Vergata vede coinvolta la professoressa Marina Formica, che ha dato una spinta decisiva al mio percorso», racconta. Mattia, invece, ha affrontato le sfide della burocrazia e dei ritardi nella consegna dei materiali didattici. «Le lezioni venivano registrate in aula in Bocconi, i cd arrivavano da noi in carcere non in tempi brevi, quindi spesso dovevamo fermarci e attendere che arrivassero i cd nuovi», ricorda. Nonostante le difficoltà, entrambi hanno trovato soddisfazione nel raggiungere i loro obiettivi.

La laurea con la Bocconi è la macchia di colore, di peso. Mattia sottolinea: «Era l’unico modo che avevo per pensare di avere ancora un futuro». Entrambi, però, sanno che la loro formazione è un passo importante verso un futuro migliore. Giacomo, che vive a Roma con la sua famiglia, è un libero professionista che gestisce aziende di idrocarburi. «Sono spesso fuori per lavoro, in Toscana, mi sono legato ad alcune compagnie molto importanti, che si sono affidate a me e sono belle soddisfazioni», racconta. Mattia, invece, lavora presso la Nespresso Italia da dicembre 2024. «Il mio ruolo non è attinente al mio titolo di studio. O meglio, non ancora», dice con determinazione.

Entrambi, però, sanno che la loro storia non è solo un’esperienza personale, ma un esempio per chiunque possa trovare in sé la forza di scegliere di studiare, anche quando sembra impossibile. «So che nella mia vita avrò sempre una “macchia nera” sul mio curriculum, non me la leverà mai nessuno», dice Mattia. «La laurea con la Bocconi è la macchia di colore, di peso, era l’unico modo che avevo per pensare di avere ancora un futuro». Entrambi, però, sanno che la loro storia non è solo un’esperienza personale, ma un esempio per chiunque possa trovare in sé la forza di scegliere di studiare, anche quando sembra impossibile.

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