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martedì 29 Settembre 2026

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Cronaca

Senzatetto in ospedale, il sindaco: «Ogni comune si prenda cura dei propri»

Senzatetto in ospedale, sindaco invita comuni a risolvere la situazione.

Sette persone dormono nell’atrio dell’ospedale di Conegliano, mentre altre si rifugiano negli spazi del Cup, trasformati in un dormitorio informale. Il sindaco Fabio Chies ha dichiarato che «ogni comune si prenda cura dei propri senzatetto», invitando le amministrazioni locali a risolvere la situazione. La maggior parte dei senzatetto proviene da fuori Conegliano, mentre una persona, residente in città, rifiuta di cambiare vita. L’assessore ai servizi sociali Gaia Maschio ha confermato che le camere della Stazione di Posta, realizzate con fondi del Pnrr, non sono ancora operative. Per poterle utilizzare, è necessario un custode, un regolamento per gli accessi e garanzie per la sicurezza del personale.

Emergenza temporanea, non una soluzione definitiva

Il sindaco ha spiegato che la situazione è legata a un’emergenza abitativa di breve durata, non a una soluzione definitiva. «Non è che una persona perché dorme in ospedale, ha diritto a un appartamento, saltando tutti gli altri», ha sottolineato. Le cinque camere disponibili non potranno essere assegnate tout court, ma dovranno essere valutate in base a criteri di priorità. L’Usl, con il direttore Giancarlo Bizzarri, ha già avviato contatti con la questura e le forze dell’ordine per valutare un piano d’intervento. L’incontro ufficiale per stabilire un piano d’azione è previsto nei prossimi giorni.

Opposizione critica l’attuale gestione

Il consigliere di opposizione Francesca di Gaspero ha espresso preoccupazione per la gestione della situazione, affermando che «l’ospedale non può e non deve diventare un dormitorio pubblico». Ha criticato l’amministrazione per aver congelato la questione della Stazione di Posta, come accaduto per piazza Carducci. «La situazione è lo specchio di un fallimento programmato», ha detto. L’opposizione ha sottolineato che, nonostante l’annuncio di un nuovo servizio di posta, la realtà rimane invariata: persone costrette a dormire sulle barelle del Pronto Soccorso e una rete assistenziale insufficiente.

La Stazione di Posta, realizzata con oltre 2 milioni di fondi del Pnrr, è destinata a dare una mano a chi è in difficoltà e non ha un posto dove stare. Tuttavia, il sindaco ha chiarito che il servizio ha una finalità limitata: «è per un’emergenza abitativa di qualche giorno e non continuativa». L’assessore Maschio ha confermato che le camere non sono ancora pronte per l’uso, ma il piano di intervento è in corso. L’obiettivo è garantire una soluzione temporanea, ma non definitiva, per le persone in difficoltà.

La situazione rimane delicata, con il rischio che la presenza di senzatetto nell’ospedale possa creare tensioni. Il sindaco ha ribadito che non può buttare fuori le persone, ma ritiene corretto che ogni comune si prenda cura dei propri cittadini in difficoltà. L’obiettivo è trovare una soluzione condivisa, ma la responsabilità politica immediata resta un tema dibattuto tra amministrazione e opposizione. La gestione della situazione richiede un impegno concreto e tempestivo da parte di tutti i soggetti coinvolti. L’Usl, le forze dell’ordine e i servizi sociali devono collaborare per trovare un piano efficace, ma la mancanza di risorse e di regolamenti chiari ostacola l’azione. La comunità deve essere coinvolta per garantire una risposta adeguata a una situazione che non può essere ignorata.

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