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martedì 29 Settembre 2026

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I titoli di Casa Savoia e il cavalierato che scotta. Nessuno li rivendica dopo la cerimonia a porte chiuse

I titoli di Casa Savoia e il cavalierato che scotta: nessuno rivendica i titoli dopo la cerimonia a porte chiuse.

La cerimonia a porte chiuse del Lingotto a Torino ha acceso un dibattito su titoli di Casa Savoia e onorificenze. Dal Principe Emanuele Filiberto al deputato Fabrizio Comba, nessuno sembra più voler rivendicare i titoli ricevuti, nonostante alcuni abbiano pagato cifre elevate. La Procura di Torino indaga su eventuali abusi, mentre la situazione ha suscitato polemiche e interrogativi su legalità e trasparenza.

Un evento privato con partecipanti in fila

La cerimonia, organizzata come evento “privato” per volontà del Principe, ha visto partecipanti in fila per ricevere i titoli. Il programma ufficiale prevedeva quattro ore di “Accoglienza e Presentazione ammittendi e promuovendi”, durante le quali i nuovi cavalieri erano chiamati e presentati. Fuori dal Lingotto, invece, i partecipanti uscivano con sacchetti blu, senza sapere cosa contenessero. Alcuni hanno mostrato le pergamene al quotidiano Il Fatto Quotidiano, mentre altri hanno preferito rimanere anonimi.

Un titolo senza valore? La polemica sui costi

Secondo quanto rivelato da una fonte presente al Lingotto, alcuni partecipanti hanno versato 2 mila euro per entrare nell’Ordine Mauriziano, un titolo di Casa Savoia. Il consigliere privato del Principe, Alessandro Santini, aveva confermato il tariffario a marzo: 200 euro di ingresso più 200 di mantenimento annuo per l’onorificenza base, 2.000 per il passaggio a cavaliere, 750 per Dame e Cavalieri. Tuttavia, il Principe Emanuele Filiberto aveva assicurato che “nessun titolo viene conferito. Nessuna onorificenza viene venduta”. La sua dichiarazione, però, non ha convinto tutti.

Il deputato Marco Grimaldi (Avs) aveva parlato di un acquisto dell’onorificenza da parte sua, ma il Fatto ha sottolineato che non è stato lui a riferirlo. Il deputato non ha arretrato, anzi ha rilanciato: “I poveracci illusi da titoli senza valore pagano il vitalizio reale del principe fake, mentre i potenti ottengono le onorificenze (false) gratis”. La polemica si è estesa anche a figure politiche come Alberto Cirio e il vicepresidente del Piemonte Maurizio Marrone, che è stato fotografato in abito cerimoniale alla cerimonia. La situazione ha suscitato preoccupazioni, soprattutto dopo che la Procura di Torino ha iniziato a indagare su denunce ed esposti. L’evento, che ha visto la partecipazione di politici e personaggi pubblici, ha lasciato un’impronta di ambiguità e di tensioni interne. Anche il deputato Fabrizio Comba, che ha partecipato alla cerimonia, ha liquidato ogni domanda, rispondendo: “Non ho altro da aggiungere”. La situazione rimane complessa, con la legge italiana che non riconosce i titoli di Casa Savoia come onorificenze legali.

  • Il Principe Emanuele Filiberto ha rifiutato di rivendicare i titoli ricevuti.
  • Il deputato Fabrizio Comba ha rifiutato di commentare la sua partecipazione.
  • Alcuni partecipanti hanno versato cifre elevate per ottenere le onorificenze.
  • La Procura di Torino indaga su eventuali abusi.

La situazione rimane complessa, con la legge italiana che non riconosce i titoli di Casa Savoia come onorificenze legali. Mentre i partecipanti si chiedono se i titoli siano davvero senza valore, la politica si trova a confrontarsi con un tema che tocca la legalità, la trasparenza e la reputazione di figure pubbliche. Il paradosso del cavalierato, che ha visto la partecipazione di chiunque, è rimasto nel cuore della discussione, senza una risposta chiara.

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