Con l’arrivo dell’autunno, molti italiani cercano di risparmiare sui costi energetici, cercando occasioni vantaggiose sul web. Tuttavia, in provincia di Belluno, si è scatenato un allarme per truffe online legate all’acquisto di pellet a prezzi sospetti. I consumatori, attirati da offerte di sacchi a 3 euro l’uno, non ricevono mai la merce e perdono i soldi per sempre. L’associazione Aiel ha ricevuto numerose segnalazioni di consumatori che hanno acquistato pellet online a prezzi molto inferiori a quelli di mercato, senza mai ricevere la consegna. I siti erano falsi, e i soldi persi non possono essere recuperati.
Prezzi sospetti e truffe online
Il pellet al privato in provincia di Belluno si aggira tra i 6 euro e 90 centesimi e oltre 9 euro per un sacco da 15 chili, con prezzi che sembrano destinati a salire ulteriormente. Tuttavia, alcuni venditori online offrono sacchi a 3 o 4 euro, un prezzo palesemente fuori mercato. Queste offerte, spesso accompagnate da frasi come “solo per oggi” o “ultimi bancali”, sono segnali d’allarme. L’Aiel ha sottolineato che la fretta di assicurarsi una scorta e il richiamo di un prezzo eccezionalmente basso non devono far abbassare la guardia. Prima di pagare, è importante dedicare qualche minuto alla verifica del venditore.
Un prezzo palesemente fuori mercato non è un affare: è un segnale d’allarme. L’Aiel ha ricordato che i truffatori spesso copiano il marchio e le fotografie dei sacchi, rendendo difficile distinguere i prodotti veri da quelli falsi. Inoltre, i siti possono essere falsi e i soldi persi non possono essere recuperati. Per evitare di cadere in trappola, è necessario confrontare sempre prezzi e condizioni su più siti e verificare l’azienda nel database ufficiale ENplus®.
Controlli per evitare truffe
Per riconoscere un ottimo affare da una truffa, bastano pochi semplici controlli. L’Aiel ha spiegato che è bene confrontare sempre prezzi e condizioni su più siti. Inoltre, il marchio e le fotografie dei sacchi possono essere copiati, quindi è importante verificare l’azienda nel database ufficiale ENplus® e confrontare la confezione con quella approvata. È anche possibile consultare la blacklist dei soggetti già segnalati. Le coordinate bancarie devono essere coerenti con quelle dell’azienda venditrice. Se l’Iban indicato in fattura è diverso da quello già conosciuto, è necessario chiedere conferma utilizzando i contatti ufficiali.
Le coordinate bancarie devono essere coerenti con quelle dell’azienda venditrice. Quando possibile, è preferibile acquistare da siti ufficiali, rivenditori riconosciuti o operatori presenti su AIELfinder. È consigliabile preferire il pagamento alla consegna o strumenti tracciabili che consentano di contestare l’operazione. Non si deve inviare documenti d’identità o altri dati personali non necessari.
La verifica efficace si fa prima del pagamento. Matteo Favero, responsabile area biocombustibili e certificazioni di qualità di Aiel, ha concluso che bastano pochi controlli incrociati per riconoscere le offerte sospette e proteggere non soltanto il proprio acquisto, ma anche le aziende serie alle quali i truffatori spesso sottraggono nome, immagini e identità. L’Aiel ha anche ricordato che, in caso di truffa, è importante contattare immediatamente la propria banca o il gestore del sistema di pagamento per verificare se sia ancora possibile bloccare o contestare l’operazione. È inoltre importante conservare ricevute, fatture e rivolgersi alle forze di polizia.



