Virus Shamonda in alcuni allevamenti bovini e bufalini della Campania. Coldiretti: “Nessun rischio per l’uomo”. L’emergenza legata al virus Shamonda, che ha colpito alcuni allevamenti nella regione, è sotto controllo e non rappresenta alcun pericolo per la salute umana. L’annuncio è stato dato durante un incontro istituzionale promosso dalla Regione Campania e ospitato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM), a cui ha partecipato Coldiretti Campania per fare il punto sulla situazione. Il presidente di Coldiretti Campania, Ettore Bellelli, ha sottolineato l’importanza del monitoraggio attento e della collaborazione con i servizi veterinari per limitare l’impatto del virus sulle stalle.
Indicazioni per allevatori e misure di prevenzione
Per limitare la diffusione del virus e monitorare tempestivamente l’insorgenza dei sintomi, Coldiretti ha diffuso indicazioni rivolte a tutti gli allevatori del territorio. Tra le misure raccomandate, la segnalazione immediata al medico veterinario in caso di sintomi come febbre, calo della produzione lattea, diarrea, scolo nasale, aborti o natimortalità. Gli allevatori sono invitati a annotare e monitorare dati come la data d’insorgenza, la produzione di latte, la temperatura e i sintomi respiratori o enterici. Inoltre, è consigliato ridurre l’esposizione ai Culicoides, gestendo correttamente lettiere, ristagni d’acqua e materiale organico umido, e utilizzare solo prodotti autorizzati per la disinfestazione.
La trasmissione avviene principalmente tramite insetti vettori del genere Culicoides. Il virus Shamonda, veicolato da piccole zanzare del genere Culicoides, è giunto verosimilmente dall’Africa a metà agosto, trasportato dai venti che hanno portato la sabbia del deserto sul territorio regionale. Non vi sono attualmente prove di una significativa trasmissione diretta tra animali, fatta eccezione per la possibile trasmissione verticale dalla madre al feto.
Diagnosi e gestione della situazione
Per quanto riguarda la diagnosi, il documento diffuso indica che il virus deve essere considerato nella diagnosi differenziale, senza attribuire automaticamente a SHAV segni clinici, aborti o natimortalità. È necessario approfondire altre patologie compatibili e quelle soggette a specifici obblighi di legge. La diagnosi è molecolare mediante Real Time RT-PCR, e i risultati devono essere interpretati nel contesto clinico-epidemiologico. La sierologia non è considerata sufficientemente informativa per l’impiego diagnostico operativo. Gli allevatori sono invitati a collaborare strettamente con i servizi veterinari per contenere l’impatto del virus sulle stalle, tenendo conto che nelle bufale colpite si registra una perdita temporanea della produzione di latte fino al 20%, con un successivo ritorno ai livelli normali.
Presenti all’incontro, tra gli altri, il direttore dell’Istituto Zooprofilattico Pino Iovane e l’assessore all’Agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca. Il documento diffuso contiene indicazioni operative per allevatori e per i medici veterinari, con l’obiettivo di garantire un monitoraggio attento e una gestione efficace della situazione. Gli allevatori sono invitati a rinvia le movimentazioni non indispensabili degli animali sintomatici fino alla valutazione veterinaria. La collaborazione tra enti è fondamentale per garantire la salute degli animali e la tutela dell’ambiente agricolo.
- Segnalazione immediata al medico veterinario in caso di sintomi.
- Gestione corretta dei ristagni d’acqua e del materiale organico umido.
- Utilizzo di prodotti autorizzati per la disinfestazione.
- Collaborazione con i servizi veterinari per il monitoraggio.
La situazione è sotto controllo e non rappresenta alcun rischio per la salute umana. Coldiretti ha sottolineato l’importanza di mantenere un monitoraggio attento e di adottare misure preventive per limitare l’impatto del virus sugli allevamenti. La collaborazione tra enti e la gestione attenta delle aziende sono fondamentali per garantire la salute degli animali e la stabilità del settore agricolo.



