Il Consiglio comunale di Cimmarrusti ha approvato all’unanimità un progetto di recupero dell’ex caserma in via Giuseppe Libertini 37, destinata a diventare una residenza universitaria da circa 80 posti letto. L’immobile, ex convento dei Carmelitani Scalzi e successivamente caserma, sarà oggetto di un intervento di riqualificazione da circa 10,7 milioni di euro promosso da Adisu Puglia. L’obiettivo è aumentare l’offerta abitativa per gli studenti e riportare presenze stabili nel centro storico, contrastando il progressivo svuotamento di residenti e funzioni. La delibera è stata vista come un passo necessario per riconoscere il pubblico interesse dell’opera e consentire il rilascio del permesso di costruire in deroga, legato a un ampliamento di circa sei metri. L’immobile settecentesco è sottoposto a tutela e ha già ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza.
Un progetto che unisce cultura e funzionalità
L’assessore all’Urbanistica Gianpaolo Scorrano ha spiegato che la delibera rappresenta “un’attestazione di pubblico interesse” necessaria per completare l’iter autorizzativo e trasformare un bene da anni inutilizzato in una struttura al servizio della comunità universitaria. Il voto favorevole ha unito maggioranza e opposizione, con il consigliere di minoranza Antonio De Matteis che ha sottolineato il vantaggio concreto per una città che registra una forte domanda di alloggi per studenti. L’ex sindaco Carlo Salvemini ha ricordato che il progetto è stato avviato negli anni della precedente amministrazione e si inserisce in una strategia più ampia, che include anche la residenza De Giorgi ai Salesiani da circa 150 posti letto.
La Cimmarrusti diventa così uno dei tasselli più significativi del rafforzamento della vocazione universitaria di Lecce. Il progetto mira a integrare la vita studentesca nel tessuto storico della città, contribuendo a contrastare lo spopolamento e a mantenere vivi quartieri sempre più esposti al rischio di trasformarsi in luoghi frequentati soltanto da turisti e visitatori.
Debiti fuori bilancio e contenzioso sugli autovelox
La seduta non ha riguardato soltanto il recupero dell’immobile. In Consiglio sono tornati anche numerosi debiti fuori bilancio, tra cui quelli legati ai ricorsi contro le sanzioni elevate con l’autovelox della tangenziale Est. Le sentenze di annullamento continuano a produrre costi per l’amministrazione e ad alimentare lo scontro politico. Christian Gnoni ha quantificato in una forbice tra 120 e 150mila euro il peso economico riconducibile alla gestione dell’impianto e alle scelte della maggioranza. Sul fronte opposto, il consigliere Oronzino Tramacere ha riferito dell’arrivo di altre sei sentenze favorevoli al Comune, che consentirebbero di cancellare alcuni debiti fuori bilancio già maturati.
Il contenzioso sugli autovelox resta dunque aperto e continua a produrre effetti sui conti dell’ente. La gestione dei debiti rappresenta un tema di dibattito tra maggioranza e opposizione, con scelte che influenzano le finanze comunali. In una seduta segnata soprattutto da pratiche finanziarie e sentenze, il voto sulla Cimmarrusti ha rappresentato il passaggio più rilevante: un immobile storico torna ad avere una funzione e il centro cittadino prova a riempirsi non solo di visitatori, ma anche di giovani che a Lecce vengono a studiare e a vivere.
La decisione del Consiglio comunale ha riacceso il dibattito su come migliorare la qualità della vita nel centro storico e sostenere la presenza universitaria, un tema che si sposa con la strategia più ampia di riqualificazione urbana. L’immobile di via Giuseppe Libertini 37, con i suoi 80 posti letto, rappresenta un’opportunità per integrare la vita studentesca nel tessuto storico della città, contribuendo a contrastare lo spopolamento e a mantenere vivi quartieri sempre più esposti al rischio di trasformarsi in luoghi frequentati soltanto da turisti e visitatori.



