Una petizione lanciata da Viviana Musumeci, giornalista e docente, chiede al Comune di Lecco di valutare dove e a quali condizioni potrebbero essere realizzati data center sul territorio. La richiesta, rivolta al sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale, mira a stabilire preventivamente criteri e regole per l’insediamento di queste infrastrutture, nel rispetto della normativa nazionale e regionale. La petizione, ancora aperta e accessibile a tutti i cittadini, vuole garantire una discussione pubblica e partecipata, affinché Lecco possa affrontare il tema prima che eventuali progetti diventino una questione di emergenza.
Un tema che riguarda il futuro del territorio
La petizione, lanciata su Change.org, non nasce da una posizione ideologica contraria allo sviluppo delle infrastrutture digitali, ma dalla consapevolezza che i data center stanno crescendo rapidamente e che, prima o poi, anche territori come quello lecchese potrebbero essere interessati da richieste di insediamento. «Il momento in cui porsi le domande è ora», sottolinea Musumeci. «Quando un’azienda avrà già individuato Lecco come possibile area per realizzare un data center, la discussione sarà inevitabilmente condizionata dall’esistenza di un progetto e da interessi economici già in campo. Credo sia più corretto che la città si ponga prima le domande e stabilisca prima le proprie regole».
La sostenibilità e l’acqua come temi centrali
La necessità di acqua e il cambiamento climatico assumono un ruolo particolare in questo contesto. I data center possono richiedere risorse idriche per i sistemi di raffreddamento, in funzione delle tecnologie utilizzate. Inoltre, Lecco si trova in un contesto territoriale in cui gli effetti del cambiamento climatico, l’aumento delle temperature e la disponibilità delle risorse naturali rendono necessario interrogarsi sulla sostenibilità di nuovi grandi insediamenti. «Non è una questione di destra, sinistra o centro – spiega Musumeci – È una questione civica. Riguarda il modo in cui una comunità decide di governare il proprio territorio».
La petizione chiede quindi al Comune di Lecco di avviare un percorso istituzionale che porti a una disciplina specifica per la localizzazione e l’insediamento dei data center, individuando preventivamente criteri e condizioni applicabili al territorio comunale. Non viene chiesto oggi di stabilire quali tecnologie utilizzare o come gestire il calore prodotto, ma di iniziare a discutere temi come l’impatto sull’acqua, l’energia, il paesaggio e il suolo. La discussione deve riguardare anche il consumo di suolo e la gestione dei rifiuti tecnologici.
La petizione è ancora aperta e può essere sottoscritta da tutti i cittadini che ritengono importante che Lecco affronti questo tema prima che eventuali progetti arrivino sul territorio. «Dopo sarà già tardi», ricorda Viviana Musumeci, sottolineando l’urgenza di una riflessione pubblica e partecipata, che possa guidare le decisioni future del Comune. La Lombardia ha già approvato una normativa specifica sui data center, la Legge regionale 11/2026, che affronta il tema della localizzazione di queste infrastrutture e richiama la possibilità di privilegiare aree dismesse o sottoutilizzate, ponendo attenzione alla tutela dell’acqua e alla riduzione del consumo di suolo.
La petizione chiede di stabilire regole chiare e preventive per evitare emergenze future. La discussione, secondo la promotrice, dovrebbe essere anche pubblica e partecipata, perché riguarda un’infrastruttura tecnologica ma, allo stesso tempo, una scelta sul futuro del territorio. La petizione rappresenta un’occasione per iniziare a parlare di un argomento che, con il progresso tecnologico, prima o poi riguarderà anche Lecco.



