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mercoledì 30 Settembre 2026

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Le donne scelgono la partita Iva per riconquistare il controllo del proprio tempo

Le donne in Italia scelgono la partita Iva per maggiore autonomia e controllo del tempo, con dati INPS 2025 che segnalano una frattura strutturale nel mercato del lavoro.

Le donne in Italia stanno abbandonando il posto fisso per optare per la partita Iva, una scelta motivata da una profonda trasformazione valoriale. La priorità diventa il valore del proprio tempo, la libertà di scegliere come e con chi lavorare e la ricerca di un’autonomia quotidiana non più barattabile con una gerarchia rigida. Questo fenomeno, in crescita nel secondo trimestre del 2026, segnala una frattura strutturale nel mercato del lavoro, con dati INPS 2025 che fermano il tasso di occupazione femminile al 53,3%, contro il 71,1% degli uomini.

Un cambiamento di paradigma nel lavoro

La decisione di abbandonare il posto fisso non è un atto di emergenza, ma una scelta matura, alimentata dal sovraccarico di lavoro in azienda e a casa, e da un modello organizzativo diventato insostenibile. La ridefinizione dell’identità professionale rappresenta la prima prova di questa transizione. Chi ha ricoperto ruoli gestionali o tecnici è abituata a far definire il proprio valore dal brand aziendale. Una volta fuori da quel perimetro, occorre imparare a raccontarsi in prima persona, identificando con precisione le proprie competenze e il valore offerto sul mercato.

La scelta della partita Iva non è una sponda d’emergenza, ma una via d’uscita consapevole.

Le statistiche sul mercato del lavoro fotografano una frattura strutturale. Le assunzioni femminili si fermano al 42,2% del totale e il lavoro part time, spesso involontario, riguarda soprattutto le donne. Nelle posizioni di vertice il divario si ripete, con ruoli dirigenziali occupati da donne appena nel 21,8% dei casi. Il lavoro autonomo mostra comunque una nuova vitalità: nel secondo trimestre del 2026 sono state aperte 124.170 partite Iva, il 2,2% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Un prezzo da pagare e una responsabilità da assumere

La scelta della partita Iva comporta un cambio di paradigma. Significa smantellare schemi mentali stratificati in anni di routine, facendo i conti con strumenti che l’azienda non ha mai fornito. Superare questo ostacolo richiede di smettere di guardare al prezzo come a una cifra da giustificare, considerandolo invece lo specchio della responsabilità assunta. Una professionista su quattro teme di non guadagnare abbastanza e molte chiedono maggiori tutele in caso di malattia o maternità.

Il lavoro autonomo femminile sta attraversando una metamorfosi.

Il divario economico tra uomini e donne con partita Iva è significativo: nel 2025 il fatturato medio degli uomini è stato del 19,4% superiore a quello delle donne. Leggere questi dati con gli occhiali del passato rischia di farne fraintendere la natura. Il lavoro autonomo femminile sta diventando una via d’uscita consapevole per chi un posto strutturato ce l’ha, ma lo lascia per riappropriarsi della sovranità sul proprio tempo.

Un evento per condividere esperienze e strumenti

I dati emersi da una ricerca nazionale sul lavoro autonomo femminile saranno presentati il 6 novembre a Milano durante il RestartHer Day, un evento dal vivo nato per offrire strumenti concreti, modelli di sostenibilità economica e occasioni di networking tra professioniste. L’evento è a partecipazione gratuita, con posti limitati. Dettagli e registrazioni su RestartHer Day. L’evento ha ricevuto il patrocinio della Commissione europea. La decisione di abbandonare il posto fisso non è solo una scelta economica, ma un atto di riconquista della sovranità sul proprio tempo. Per mappare questo cambiamento sociale ed economico è stata lanciata una ricerca nazionale sul lavoro autonomo femminile. È possibile contribuire alla ricerca compilando il questionario a questo link.

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