Due uomini sono stati arrestati per tentata estorsione aggravata e danneggiamento dopo un episodio drammatico culminato in una sparatoria a casa di un cittadino romano. L’episodio, avvenuto in via del Colle della Lite, ha visto due aggressori minacciare la vittima e la sua moglie con un presunto debito di 5.000 euro, concludendosi con un tentativo di investimento e una raffica di colpi di pistola esplosi per legittima difesa.
La violenza e le minacce
La vicenda, ricostruita dagli investigatori del VI distretto di polizia del Casilino, ha evidenziato una serie di intimidazioni violente e tentativi di estorsione. I due uomini, identificati come I.F. e G.G., si sarebbero presentati davanti all’abitazione della vittima, minacciandola con un presunto debito di 5.000 euro. Mentre uno di loro avanzava le pretese economiche, un complice rimasto a bordo dell’auto avrebbe avviato una videochiamata con I.F., ribadendo con toni minacciosi la richiesta di denaro e minacciando gravi conseguenze in caso di mancato pagamento.
La situazione si è rapidamente aggravata, con un tentativo di investimento e una reazione armata.
La reazione armata e la fuga
Di fronte al rifiuto della coppia di cedere all’estorsione, la situazione si sarebbe rapidamente aggravata. I due aggressori, risaliti a bordo della loro vettura, avrebbero ingranato la retromarcia per poi accelerare di colpo puntando dritti contro il cancello in ferro dell’abitazione. L’impatto violentissimo ha divelto la struttura, facendo crollare l’anta a terra nel tentativo di investire i coniugi. A quel punto, temendo per la propria incolumità e per quella della consorte, la vittima avrebbe estratto una pistola regolarmente detenuta e sparato alcuni colpi d’arma da fuoco in terra e in aria per spaventare gli assalitori. La reazione avrebbe costretto i due malviventi alla fuga a bordo del mezzo danneggiato verso via Casilina. Durante i rilievi, la scientifica ha repertato sul posto 10 bossoli e due ogive. Poche ore dopo l’aggressione, l’auto utilizzata per il raid è stata rinvenuta completamente distrutta dalle fiamme nel quartiere di Borghesiana, abbandonata dagli aggressori per tentare di cancellare ogni traccia.
Le indagini hanno portato all’identificazione dei responsabili e all’arresto per estorsione e danneggiamento.
All’origine della violenta pretesa ci sarebono vecchi rancori legati a pregresse collaborazioni lavorative tra la vittima e il cognato presso un’azienda di vendita attrezzature. Nonostante il rapporto di lavoro si fosse interrotto, I.F. avrebbe continuato a pretendere la somma di 5.000 euro per un presunto intervento di recupero merce svolto a Cerveteri nel marzo 2025, inviando nei mesi successivi diversi messaggi intimidatori via WhatsApp.
La svolta nelle indagini si è avuta a dicembre 2025, quando la vittima ha consegnato alla polizia un DVD contenente alcuni messaggi vocali ricevuti sul proprio telefono. L’autore degli audio cercava dapprima di giustificare l’aggressione affermando di essere stato “tratto in inganno”. Nei vocali l’uomo ammetteva esplicitamente la matrice dell’incarico ricevuto, riferendo che l’azione intimidatoria gli sarebbe stata commissionata direttamente dal cognato della vittima. Valutata la gravità dei fatti e la pericolosità sociale degli indagati – G.G. figura infatti come soggetto pluripregiudicato –, la magistratura romana ha disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere. Per I.F. e G.G. si sono aperte le porte di Regina Coeli, dove resteranno a disposizione della magistratura.



