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mercoledì 30 Settembre 2026

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Cronaca

Una famiglia in lotta per l’assistenza a una madre malata

Una famiglia si trova in difficoltà per trovare una struttura per la madre malata, dopo mesi di attesa e mancanza di supporto.

Una famiglia in lotta per l’assistenza a una madre malata

Una famiglia di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, si trova in una situazione di estrema tensione dopo mesi di attesa per trovare una struttura adatta all’assistenza di una donna di 76 anni. Iris, 49 anni, insegnante e caregiver da quando aveva 17 anni, ha trasformato la propria casa in una piccola Rsa per accogliere la madre, ma la situazione si è aggravata nel tempo. La donna, affetta da una grave malattia psichiatrica, ha visto le sue condizioni peggiorare, rendendo sempre più difficile la gestione a casa.

La famiglia ha cercato soluzioni ma non ha trovato risposte.

La madre di Iris è stata ricoverata in una Rsa per un periodo di assistenza, ma dopo mesi di attesa, la struttura non ha potuto accoglierla definitivamente. La famiglia ha quindi deciso di tornare a casa, ma la situazione non è migliorata. La donna, che cammina lentamente e ha bisogno di aiuto per vestirsi e andare in bagno, non può essere lasciata sola. Iris ha quindi organizzato la vita della madre nel proprio appartamento, disposto su un unico piano, ma senza supporto né strumenti adeguati.

Un percorso di assistenza lungo e faticoso

La storia di Iris inizia quando aveva 17 anni, quando la madre fu colpita da una grave depressione. Da allora, la famiglia ha dovuto affrontare responsabilità sempre più grandi, senza supporto esterno. La situazione si è aggravata a fine marzo, quando la madre ha subito un TSO e è stata ricoverata in ospedale. Dopo un periodo di assistenza in una Rsa, la donna è tornata a casa, ma le condizioni fisiche sono peggiorate. Le medicine le hanno provocato rigidità e altri effetti collaterali, rendendola totalmente dipendente.

La famiglia ha chiesto un intervento sanitario ma i tempi sono stati troppo lenti.

La famiglia ha chiesto una visita domiciliare dello psichiatra l’8 settembre, ma l’appuntamento è stato fissato per il 9 ottobre. Nel frattempo, la madre è rimasta a casa, senza assistenza adeguata. La famiglia ha anche dovuto organizzare la spostabilità della donna, acquistando carrozzina e girello solo dopo numerose richieste e un intervento del sindaco. Anche sul fronte sanitario, i tempi sono diventati un ulteriore peso, con attese lunghe e mancanza di risposte concrete.

Una richiesta di aiuto e una voce di protesta

La famiglia, composta da Iris, sua sorella e una zia, cerca una soluzione stabile, ma non trova nulla. La madre ha un grado di autonomia che non le consente di ottenere un punteggio sufficiente per l’ingresso in una Rsa. La famiglia non capisce come possa apparire relativamente autonoma, ma la malattia psichiatrica renda impossibile la gestione quotidiana. «Noi vediamo ogni giorno quanto abbia bisogno di assistenza», spiega Iris.

La famiglia chiede un supporto che non arriva.

La famiglia ha iniziato a contattare strutture private anche fuori regione, ma non ha ricevuto risposte. «Dopo mesi siamo ancora senza una risposta», dice Iris. La situazione è diventata insostenibile, con la famiglia che lavora e organizza turni per garantire l’assistenza. «Manca una rete capace di mettere insieme sanità, servizi sociali e strutture assistenziali», spiega. La famiglia chiede un aiuto concreto, ma non lo trova. «Le famiglie vanno aiutate prima che arrivino all’esasperazione», conclude Iris. La sua voce è un appello, un richiamo a una società che non riesce a supportare le famiglie in difficoltà. «Perché dietro ogni persona fragile c’è spesso una famiglia che resiste finché può. Ma nessuno può resistere da solo per sempre», dice Iris, con una voce piena di dolore e speranza.

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