Il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ha reso noto che il 75,2% dei dipendenti pubblici utilizza strumenti di intelligenza artificiale (IA) nel loro lavoro, mentre l’80% li reputa utili per l’automazione e l’analisi dei dati. L’annuncio è arrivato durante una conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri, a Roma, in cui il ministro ha presentato i risultati di un’indagine condotta dal Dipartimento della funzione pubblica su oltre 8.000 dipendenti. L’obiettivo è valutare l’impatto dell’IA nel settore pubblico e promuovere una sua adozione responsabile e orientata al supporto umano.
Formazione e strumenti per il lavoro pubblico
Oltre la metà dei dipendenti pubblici si è formata nell’ultimo anno sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, privilegiando canali istituzionali come Syllabus. Chi si è formato ha riportato benefici tangibili, acquisendo maggiore proattività e capacità di riconoscere l’utilità degli strumenti. Il ministro ha sottolineato che l’IA deve essere un supporto, e la responsabilità deve rimanere degli uomini. Questo approccio si basa su due presupposti chiari: l’IA non sostituisce il lavoro umano, ma lo accompagna e lo migliora.
Un ecosistema di soluzioni per il dipendente pubblico
Il comparto pubblico si è dotato di un ecosistema di soluzioni agentiche progettate per intervenire in ogni momento chiave della vita professionale dei dipendenti. Tra i nuovi strumenti, il progetto Agorà rappresenta un modello innovativo di adozione dell’IA. Non si tratta di una singola applicazione, ma di un insieme di soluzioni che si integrano tra loro per offrire un supporto completo. Il ministro ha anche menzionato il toolkit Minerva, che aiuta le amministrazioni a analizzare competenze e profili per orientare selezioni, mobilità e reskilling.
Un altro strumento chiave è il portale inPA, dotato di nuove funzionalità. Tra queste, la Skill matrix permette ai candidati di visualizzare i concorsi più in linea con il loro percorso di studi e professionale. Inoltre, l’assistente virtuale Camilla consente di ottenere informazioni dettagliate sui concorsi senza dover leggere i bandi. Questi strumenti sono stati progettati per rendere il lavoro pubblico più efficiente e accessibile. Il ministro ha concluso sottolineando che la vera sfida è capire come governare l’IA nel lavoro pubblico. L’obiettivo non è solo l’adozione tecnologica, ma anche la formazione e la responsabilità. L’IA deve essere un supporto, ma non un sostituto. L’esperienza dei dipendenti dimostra che l’uso di questi strumenti può portare a un miglioramento significativo delle competenze e della produttività, a condizione che venga accompagnato da una formazione adeguata e da un approccio responsabile.



