L’ingresso nella preadolescenza rappresenta un momento cruciale per il benessere emotivo e relazionale dei minori, ma l’uso intenso di Internet e dei social sta portando a una serie di fragilità. Secondo uno studio dell’Inapp, il 20,1% dei dodicenni segnala conflitti in famiglia e con gli amici, con un incremento significativo tra le ragazze. Inoltre, il 17,4% degli studenti di seconda media riferisce un peggioramento dei voti scolastici. La pervasività dei dispositivi tecnologici e della vita online sembra essere il catalizzatore di queste problematiche, con un aumento esponenziale nell’accesso ai social media, che passa dal 31,5% in quinta elementare al 74,8% in seconda media.
Un quadro di isolamento emotivo crescente
La solitudine “ordinaria” e progressiva colpisce in modo preponderante le giovani ragazze, con un aumento del 10% tra le femmine rispetto ai maschi. In seconda media, il 25% delle ragazze si sente spesso o molto spesso sola, rispetto al 15% in quinta elementare. L’uso quotidiano dei dispositivi, con un passaggio dal 52,7% di possesso di smartphone in quinta elementare all’87% in prima media, ha un impatto notevole sul benessere psicofisico e sulle relazioni interpersonali. Un ragazzo su tre ammette di aver provato a ridurre l’uso di internet senza riuscirci, e un quarto riconosce che l’uso della rete gli crea problemi. Il Policy Brief dell’Inapp sottolinea l’urgenza di un cambio di passo operativo, anticipando gli interventi di supporto relazionale e sociale ai 10 anni d’età. I ricercatori chiedono un accompagnamento universale e strutturale alla transizione verso l’adolescenza, non solo per le situazioni di emergenza o di forte svantaggio socio-economico. L’obiettivo è creare un’alleanza tra istituzioni, scuola e famiglie per affrontare le sfide dell’iperconnessione e salvaguardare il benessere dei minori.
Le famiglie e la scuola: un’alleanza necessaria
Nonostante un quadro di forte stabilità per quanto riguarda l’accudimento “di base”, con oltre il 91% dei minori che sente di ricevere cura e protezione all’interno del nucleo familiare, la qualità delle relazioni si degrada nel passaggio alla secondaria di primo grado. La sensazione di essere ascoltati dai genitori cala, in particolare tra le ragazze, passando dal 79,3% in terza elementare al 73,6% in seconda media. Parallelamente, la possibilità di condividere con la famiglia le decisioni che li riguardano cala di 11 punti percentuali, passando dal 78% in quinta elementare al 67,3% in seconda media.
La ricerca mette in luce anche la differenza di genere nel cyberbullismo, con le ragazze che subiscono forme sottili di esclusione o ignoramento sui social. La violenza fisica a scuola rimane un fenomeno a forte prevalenza maschile, mentre nell’ambiente digitale sono le ragazze a essere maggiormente vittime di prevaricazioni. L’Inapp invita a una presa di consapevolezza collettiva e a un coinvolgimento organico delle istituzioni, del sistema scolastico e delle famiglie per contrastare il fenomeno.
Il lavoro dei ricercatori Giovanna Giuliano, Cristina Lion, Antonello Scialdone e Paloma Vivaldi Vera ha messo in luce un crollo delle relazioni: famiglia e amici al bivio dei 10-12 anni. L’analisi ha evidenziato un declino progressivo e precoce della soddisfazione per il rapporto con gli amici, che passa dall’83,3% in quinta elementare al 75,1% in seconda media, con picchi negativi marcati nel Nord Est. L’uso ad altissima frequenza dei social, che schizza dal 20,4% a ben il 55,3% tra i ragazzi di 12 anni, ha conseguenze negative di varia natura, cognitive e relazionali, con preoccupanti effetti di dipendenza cronica.
Il Policy Brief ha anche messo a confronto gli indirizzi strategici dei tre recenti atti di programmazione nazionale con i dati empirici raccolti su un campione rappresentativo di 4.750 bambine, bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni. Le raccomandazioni sottolineano la buona coerenza teorica tra i bisogni rilevati e gli obiettivi definiti dai Piani nazionali, ma richiedono un cambio di passo operativo per affrontare le sfide dell’iperconnessione e salvaguardare il benessere dei minori.



