Un viaggio simbolo di rinascita
Nel corso dell’udienza di oggi, il Papa ha ripercorso il suo recente viaggio in Francia, sintetizzandolo in un unico simbolo: la Cattedrale di Notre-Dame di Parigi. “Con il dramma che ha vissuto, può simbolicamente illuminare tutto questo Viaggio apostolico, offrendo una chiave di lettura che riassumerei in una parola: rinascita”, ha detto. La Cattedrale, che solo sette anni fa sembrava ferita a morte da un enorme incendio, è adesso ricostruita e più splendente che mai. “Quel disastro ha provocato una reazione positiva a tutti i livelli, alcuni più visibili e pratici, altri più nascosti, di ordine spirituale”, ha commentato. Il restauro è stato una prova della collaborazione tra Chiesa, Stato e società civile, che ha permesso di valorizzare la generosità dei benefattori e le competenze dei professionisti.
Un segno di speranza e di rinascita
“Quella Veglia è stata un grande segno di speranza”, ha sottolineato il Papa, riferendosi all’incontro nella Maison Bakhita, casa di accoglienza per diverse persone in difficoltà. “Così come lo è stato anche l’incontro nella Maison Bakhita, casa di accoglienza per diverse persone in difficoltà: uno dei tanti luoghi, frutti del Vangelo, in cui ci si impegna quotidianamente a servire con amore la dignità della persona umana”, ha ricordato. Nella Chiesa in Francia c’è “un segno di rinascita che dura da alcuni anni, cioè il notevole e crescente numero di giovani e adulti che chiedono il battesimo”, ha aggiunto, definendolo “una bella sorpresa”. Il Papa ha anche sottolineato l’importanza della dignità della persona, in ogni condizione, e l’importanza di curare e accompagnare chi soffre con compassione.
La Chiesa non è fatta di pietre o di cemento, ma di persone che amano Gesù Cristo perché sono state amate da Lui.
Nel corso del viaggio, il Papa ha messo in parallelo la celebrazione dei Vespri nella Cattedrale con la Veglia dei giovani avvenuta la sera stessa nel grande Stadio di Francia a Parigi. Due luoghi completamente diversi ma uniti dal fatto che “la Chiesa non è fatta di pietre o di cemento, ma di persone che amano Gesù Cristo perché sono state amate da Lui”. A Lourdes, il Papa ha sottolineato come il Signore, attraverso la materna premura della Vergine Maria, comunichi un messaggio di speranza e di rinascita a tutti i pellegrini, specialmente a quelli malati nel corpo e nello spirito. Il progetto Europa può rinnovarsi su quelle stesse fondamenta di democrazia, solidarietà e fraternità.
Il Papa ha anche ricordato l’incontro a Metz con i rappresentanti delle diverse tradizioni religiose, che hanno letto e sottoscritto in sua presenza l’Appello di Metz per il dialogo e la pace. “Anche oggi è su tali fondamenta e con questa linfa vitale che il progetto Europa può rinnovarsi, in un mondo molto più globalizzato, dove il dialogo interreligioso riveste un ruolo di primaria importanza”, ha concluso. Il Papa ha lanciato un appello per il Tigrai: “Il conflitto armato non risolve mai i problemi”. “Possiamo dire che ciò che è accaduto a Notre Dame di Parigi con l’incendio, era avvenuto in Europa con la Seconda Guerra Mondiale”, ha osservato, “e l’Europa è rinata, sulla base di quei principi di democrazia, solidarietà e fraternità tra i popoli che molto devono alle sue radici cristiane”.
La Chiesa, attraverso il viaggio in Francia, ha messo in luce il valore della collaborazione e della dignità della persona, elementi chiave per un mondo in continua trasformazione.



