BF, società presieduta da Federico Vecchioni, ha registrato un record di produzione nel primo semestre del 2026, con un aumento del 43% rispetto al periodo precedente. Il valore della produzione è salito a 1,216 miliardi di euro, grazie all’integrazione del Gruppo Martini, che ha contribuito con 309 milioni di euro al totale. L’utile lordo ha visto un incremento del 80%, passando da 53 a 97 milioni di euro. Il margine operativo lordo è salito dal 4% al 5%, segnando un miglioramento nella redditività.
Integrazione strategica e crescita internazionale
La crescita del gruppo è stata trainata dall’integrazione del Gruppo Martini e del Gruppo PBI, avvenuta a partire dal primo aprile 2026. Tra le operazioni più rilevanti figurano l’ingresso di Rurall, Speranza e Isola Serafini, il consolidamento di BF Educational e delle società acquisite. Queste mosse hanno rafforzato la componente internazionale e agro-industriale, pur in presenza di una pressione sui margini determinata dall’aumento dei costi di mais, soia ed energia. La componente internazionale registra una forte accelerazione: il valore della produzione passa da 51 a 389 milioni, mentre l’Ebitda sale da 11 a 59 milioni. Il risultato riflette lo sviluppo delle attività di advisory, delle iniziative legate alle “BFuture Farm” e soprattutto l’ingresso del Gruppo Martini nel perimetro di consolidamento. Il contributo del Gruppo Martini ha rappresentato circa un quarto del totale della produzione.
Performance in settori chiave
La business unit sementiera ha registrato un calo del 14% nella produzione, ma ha migliorato la redditività con un aumento dell’Ebitda da 7 a 8 milioni. Il margine operativo lordo è salito dal 9% al 12%. Positivo anche l’andamento della business unit CAI, con un aumento del 3% nella produzione e un incremento dell’Ebitda da 27 a 33 milioni. Il margine operativo lordo è salito dal 4% al 5%, grazie a una gestione più efficiente dei costi.
La business unit agro-industriale ha chiuso il semestre con 95 milioni di produzione, contro i 93 milioni del 2025, e un Ebitda di 13 milioni rispetto ai 12 milioni precedenti. I risultati comprendono il contributo del Gruppo PBI, consolidato per tre mesi, che ha generato 5 milioni di Ebitda. In agricoltura, la zootecnia ha risentito del rincaro di mangimi ed energia, mentre le colture autunno-vernine hanno registrato rese superiori alla media.
La crescita del margine operativo lordo è stata trainata da una gestione più efficiente dei costi e da un aumento del peso dei prodotti a genetica propria. Nel semestre è stata inoltre contabilizzata una plusvalenza di 3 milioni derivante dalla cessione della cava nella tenuta di Isola Serafini. La divisione industriale, con circa 53 milioni di fatturato nel prodotto confezionato, ha risentito della pressione sui prezzi e dell’aumento delle materie prime.
- Produzione semestrale: +43% a 1,216 miliardi
- Utile lordo: +80% a 97 milioni
- Margine operativo lordo: +1% (dal 4% al 5%)
- Integrazione del Gruppo Martini: contributo di 309 milioni di euro



