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giovedì 1 Ottobre 2026

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Economia

Centri commerciali in Italia mantengono la tenuta nonostante i consumi fragili

Centri commerciali italiani registrano crescita del 2,2% nel primo semestre 2026, nonostante i consumi fragili.

Un settore in equilibrio nonostante le incertezze

Nel contesto di un mercato del consumo in difficoltà, i centri commerciali italiani mantengono una tenuta positiva, con un incremento delle vendite del 2,2% e un aumento delle affluenze del 1,8% nel primo semestre 2026. Secondo l’Osservatorio Cncc–EY, il sentiment dei retailer è positivo, segno di una capacità di adattamento al contesto economico attuale. Nonostante il quadro debole dei consumi, il settore del retail out of town si dimostra resiliente, grazie a una domanda sostenuta e a una strategia di espansione mirata. La resistenza del settore è sostenuta da un’attenzione crescente verso spazi di qualità e una domanda stabile da parte degli investitori.

Un mercato in crescita e in equilibrio

I dati del primo semestre 2026 indicano una crescita del 2,2% delle vendite e del 1,8% delle affluenze, con un trend positivo che si conferma anche nei mesi estivi. La ristorazione, l’elettronica di consumo e la cura della persona e della salute guidano le performance, con incrementi rispettivamente del 3,8%, del 3,4% e del 3,6%. L’abbigliamento, pur con un incremento del 2,2%, rimane un settore in crescita ma meno dinamico rispetto ad altri. La domanda di spazi commerciali di qualità, in particolare nei centri commerciali suburbani, continua a mantenersi stabile, con un aumento dei canoni e una forte attenzione da parte degli investitori. La domanda si concentra soprattutto sui segmenti di qualità, con un’attenzione particolare ai centri commerciali “prime”.

Il comparto del retail in Italia ha visto un incremento degli investimenti, con 7,3 miliardi di euro nel primo semestre 2026, un aumento del 37% rispetto al 2025. Il retail ha guidato il mercato con 2,4 miliardi di euro, in aumento del 116% su base annua, con un ruolo chiave nei centri commerciali e nei retail park. La persistente carenza di spazi porta a un aumento dei canoni e a una richiesta di somme consistenti per assicurarsi gli spazi, che caratterizza il mercato delle locazioni.

La società Klépierre, leader nel settore immobiliare retail, ha registrato un aumento del 10 punti base del tasso di occupazione finanziaria, che ha raggiunto il 97,1%, con un incremento dei canoni del 5% nel primo semestre 2026. Le vendite dei negozi sono cresciute del 3,9% a parità di perimetro, mentre l’affluenza è aumentata dell’1,2%. Questi dati, pur non essendo stellari, dimostrano la resistenza del comparto in tempi di incertezza per i consumatori. La domanda sostenuta di spazi commerciali di alta qualità e la limitata offerta di nuovi spazi contribuiscono a mantenere l’equilibrio del settore.

La previsione di Cbre indica che la domanda da parte degli operatori del settore resterà sostenuta per tutto il resto dell’anno, nonostante il quadro debole dei consumi. I retailer prevedono di espandere la propria rete di negozi nel breve termine, perché i punti vendita sono sempre più una vetrina visiva e un’espressione dell’identità del marchio. La domanda si concentra soprattutto sui flagship store e sui centri commerciali di qualità, con un’attenzione particolare ai segmenti di moda, salute e bellezza. La resistenza del settore è sostenuta da una strategia di espansione mirata e da una domanda stabile da parte degli investitori.

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