La società “Schiavello Carburanti” di Serra San Bruno ha depositato un esposto all’Antitrust per chiedere verifiche sugli effetti del tetto di prezzo introdotto da Eni, noto come price cap, sul mercato dei carburanti. L’istanza, presentata il 30 settembre dal legale rappresentante Maurizio Schiavello, riguarda i nuovi limiti di 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, fissati da Eni/Enilive a partire dal 28 settembre 2026. L’obiettivo è valutare l’impatto economico su operatori indipendenti e la sostenibilità della misura.
Costi di approvvigionamento e margini degli operatori
La società di Serra San Bruno ha confrontato i prezzi fissati da Eni con i costi di approvvigionamento indicati per una consegna prevista il 30 settembre, pari a circa 2,040 euro al litro per la benzina e 2,237 euro per il gasolio. Secondo Schiavello Carburanti, il differenziale potrebbe ridurre i margini degli operatori indipendenti, costretti a sostenere costi aggiuntivi come personale, energia, manutenzione, logistica, assicurazioni e gestione degli impianti.
La società chiede all’Autorità garante della concorrenza e del mercato di verificare i costi effettivamente sostenuti da Eni, i margini della rete Enilive e le condizioni economiche applicate lungo la filiera. L’obiettivo è consentire all’Autorità di valutare la sostenibilità economica della misura e i suoi eventuali effetti sulla permanenza degli operatori indipendenti nel mercato dei carburanti.
Prezzi predatori e condotte escludenti
L’esposto sottolinea l’importanza di verificare eventuali condotte escludenti o prezzo predatorio da parte di Eni e altri operatori principali. La società richiede all’Autorità garante della concorrenza e del mercato di analizzare le politiche commerciali adottate lungo la filiera e di acquisire dati relativi ai costi di approvvigionamento, ai prezzi all’ingrosso, ai margini, ai premi e alle condizioni infragruppo. La società ha anche richiamato il procedimento AGCM I864, concluso nel settembre 2025 con sanzioni complessive pari a 936,6 milioni di euro nei confronti di sei operatori del settore. Tuttavia, Schiavello Carburanti precisa di non sostenere un collegamento diretto tra quel procedimento e l’attuale politica di price cap. L’istanza mira a garantire una valutazione imparziale e completa della sostenibilità economica della misura.
Con l’obiettivo di proteggere la concorrenza e la stabilità del mercato, l’Antitrust dovrà esaminare le implicazioni del price cap e valutare se possano emergere comportamenti anticoncorrenziali. L’attenzione si concentra su come Eni e altri operatori hanno definito le loro politiche commerciali e se tali decisioni possano influire negativamente sulla capacità dei piccoli operatori di rimanere attivi nel settore. La società chiede all’Antitrust di acquisire dati relativi ai costi di approvvigionamento e alle condizioni economiche lungo la filiera. L’obiettivo è garantire una valutazione completa e imparziale della sostenibilità della misura e del suo impatto sui margini degli operatori indipendenti.



